Gioco
Fungaioli improvvisati, appello del Soccorso alpino
Dodici ricerche di dispersi solo a ottobre di persone smarrite mentre cercavano funghi o castagne. Il Sast: serve l’abbigliamento adatto, e il cellulare dietro
SAN MARCELLO. Solo nel mese di ottobre la Stazione appennino toscano del Soccorso alpino ha effettuato ben 12 interventi per recuperare persone che si sono perse mentre erano a funghi oppure a castagne. Dall'inizio dell'anno sono invece 56 totali e visto che andiamo verso la stagione invernale è facile pensare che sia un dato destinato a salire.
Gli addetti ai lavori non finiranno mai di dire la parola d'ordine: precauzione. Non si deve mai sottovalutare la montagna e non bisogna mai farsi trovare impreparati. Comunque è necessario cercare di ridurre al minimo i rischi. Gli interventi effettuati in questo mese si sono verificati un po' in tutto il territorio provinciale di competenza. «Non c'è una zona in particolare -spiega il capo stazione Andrea Biagini - dove si intensificano i nostri interventi. Quello che posso dire, ma senza poter precisarne le ragioni, è che siamo stati allertati soprattutto per la zona pesciatina e piteglina piuttosto che, stranamente, per la Val d'Orsigna o il versante San Marcello-Abetone».
I 12 interventi di ottobre sono stati per persone che si sono perse durante la raccolta di castagne o di funghi. Al momento del ritrovamento, per alcune di queste persone, il gruppo del Soccorso Alpino si è reso conto che stavano «vivendo la montagna» senza le dovute precauzioni di sicurezza. Ed è per questa ragione che Andrea Biagini ed il suo vice Stefano Pacelli lanciano un appello. «Quando andiamo in montagna le precauzioni non sono mai troppe. Ribadiamo l'importanza di alcuni semplici accorgimenti che, apparentemente possono sembrare banali ma che alla fine si rivelano molto importanti. Serve un abbigliamento adeguato, specialmente per quanto riguarda le calzature. A volte ci siamo imbattuti in persone che avevano scarpe di ginnastica oppure semplici giacchetti. Ci raccomandiamo poi di portarsi dietro un cellulare e di verificare che la batteria sia sufficientemente carica. Se poi è attivo il gps ancora meglio».
Sull'argomento entra nel merito anche Federico Pagliai, conoscitore di montagne e anche attivo nel Soccorso Alpino. «La sicurezza in montagna - spiega Pagliai - sta diventando un problema che va affrontato senza troppi rimandi. È un problema di cultura e la conoscenza andrebbe fatta dalla base. So bene che è molto difficile ma ci dovrebbero essere anche dei controlli di esperti sui frequentatori della montagna per ridurre i rischi, come a proposito di abiti e cellulari, per dirne alcuni».
Carlo Bardini
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