Italia
Seicentomila euro per ripulire l’impianto di Tana Termini
PITEGLIO. «Nonostante l'ordinanza sindacale, nella quale veniva espressamente vietato all'impianto di Tana Termini di ricevere conferimenti, e si chiedeva di svuotarlo del materiale presente, a oggi,...
PITEGLIO. «Nonostante l'ordinanza sindacale, nella quale veniva espressamente vietato all'impianto di Tana Termini di ricevere conferimenti, e si chiedeva di svuotarlo del materiale presente, a oggi, la situazione a livello di odori non è assolutamente cambiata». Anzi, sostengono Antonio Sessa, presidente provinciale di Legambiente, Luciano Marcacci e Marco Nesti (Legambiente Montagna), e Giuseppe Biondi «a volte l'odore che l'impianto emette è peggiore rispetto a qualche mese fa».
Dopo gli incontri effettuati in Regione Toscana, e nella sede di Cosea Ambiente (proprietari del 51% dell'azienda), il sindaco di Piteglio, Luca Marmo ha reso noto che c’è una dichiarazione di quasi fallimento della ditta Sistemi Biologici, e che sorge anche il problema dello svuotamento dell'impianto. «Per questa operazione - sbotta Sessa - sono necessari circa 600.000 euro. Naturalmente, nessuno è disposto a erogare una cifra simile».
Durante la conferenza stampa di Legambiente al Caffè Le Blanc, a Pistoia, è emerso un altro elemento: «Chi, nel 2002-2003- ha autorizzato la costruzione di un tale impianto, a ridosso di un torrente quale la Lima, e a ridosso di una strada Statale quale quella del Brennero?»
Considerando, aggiunge Sessa, che alle abitazioni limitrofe all'impianto è stato negato da parte della Soprintendenza il collocamento di pannelli solari su tetti di circa 10 metri di altezza, con la motivazione che in detta zona sussiste un vincolo paesaggistico-idrogeologico, perché a meno di 150 metri dal fiume non è possibile alcuna costruzione!».
«Ribadiamo che, come Legambiente, nessuno è contrario agli impianti di compostaggio, anzi ben vengano.... Però devono essere costruiti nelle zone che sono più adatte al loro realizzo, e nel rispetto di tutte le norme vigenti, a oggi, in tutta la Comunità Europea. A questo punto vorremmo che, oltre a ripulire nella maniera più efficace, e velocemente possibile l'impianto, che chi è responsabile degli errori si accolli gli oneri richiesti. E che questi non vengano accollati alla comunità».
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