Il Tirreno

Pistoia

Il delitto anche in consiglio comunale

Il delitto anche in consiglio comunale

Il centrodestra: troppi migranti in un paesino. Il sindaco: esempio di convivenza

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PISTOIA. Del femminicidio di Sammommè si è parlato anche in apertura del consiglio comunale di ieri. Un breve dibattito al centro del quale è finita soprattutto la situazione del paesino collinare dove una popolazione di poco più di cento persone convive da un paio di anni con i migranti ospitati all’albergo Arcobaleno, un numero che attualmente si aggira sui sessanta ma che è arrivato a toccare anche gli ottanta.

In realtà non sono stati mai segnalati, finora, casi di disagi o attriti tra le due comunità. Ma gli effetti negativi della coesistenza di una popolazione di migranti grande più della metà di quella dei residenti è stata al centro delle comunicazioni che hanno innescato il dibattito, quella di Anna Maria Celesti (Forza Italia) e di Margherita Semplici (Pistoia domani). Per la prima c’è la «necessità di riequilibrare la situazione a Sammommè, la sperequazione tra profughi e residenti, per lo più persone anziane». Proprio il fatto che i residenti siano per lo più anziani avrebbe forse impedito – ha detto Celesti – un aiuto più sollecito a Lamia Chriqi, rimasta vittima della folle rabbia del giovane pakistano arrestato per il delitto.

Di “oggettivi problemi di convivenza” ha parlato anche Margherita Semplici, sottolineando che il modello di accoglienza che porta a lunghe presenze di immigrati in strutture avulse dalla realtà circostante ha sostanzialmente fallito. Maurizio Giorgi (5 Stelle) ha sottolineato le carenze di organico delle forze dell’ordine di fronte ad un flusso di migranti che non accenna a diminuire. Sforzi (misto) ha ricordato che anche in questo caso si è perpetrato un femminicidio, per cui ulteriori distinguo sarebbero discutibili. Infine Patanè (Pistoria 1117) ha sottolineato che, al di là delle dichiarazioni di principio, il numero di uomini presente alle manifestazioni contro la violenza sulle donne è sempre vergognosamente basso.

Il dibattito è stato concluso dal sindaco Samuele Bertinelli che innanzitutto ha informato l’aula del fatto che i servizi sociali del Comune siano al lavoro per assicurare al marito della vittima la possibilità di celebrare dignitosamente il funerale della moglie e di garantirgli un alloggio, visto che la casa in cui abitava la coppia è stata bruciata dall’assassino.

Ma Bertinelli ha teso soprattutto a separare la questione della presenza massiccia dei profughi a Sammommè dall’orribile delitto di giovedì scorso. «Il numero dei profughi – ha detto il sindaco – non ha giocato in questo caso nessun ruolo se non positivo». Riferimento all’aiuto a spegnere le fiamme che tanti migranti hanno subito fornito e alla collaborazione pronta con le forze dell’ordine, che è stata importante per indirizzare le indagini sul pakistano poi arrestato.

Bertinelli ha giudicato «esemplare» anche il comportamento degli abitanti di Sammommè in questa circostanza, dove nessuno ha colto l’occasione per fare polemica sulla presenza degli immigrati. «In realtà a Sammommè - secondo il sindaco - siamo di fronte ad uno degli eventi più positivi di inserimento». Conclusione? «La discussione sui modelli di accoglienza è importante e va fatta – ha ribadito il sindaco – ma non ha nulla a che vedere» con la tragedia che ha avuto come vittima Lamia Chriqi.

Fabio Calamati

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