Il Tirreno

Pistoia

LE OCCASIONI PERDUTE PER LA CITTÁ

di Alessandro Suppressa

di Alessandro Suppressa È di qualche giorno fa la notizia: per il parco urbano nell’ex ospedale di Prato, è stato scelto il progetto vincitore. La commissione, formata da esperti di paesaggio,...

3 MINUTI DI LETTURA





di Alessandro Suppressa

È di qualche giorno fa la notizia: per il parco urbano nell’ex ospedale di Prato, è stato scelto il progetto vincitore. La commissione, formata da esperti di paesaggio, architettura e urbanistica di livello internazionale, ha decretato il progetto vincitore quello dell’architetto francese Michel Desvigne.

Duplice è stata la mia reazione: felice come architetto per il buon inizio di un progetto a scala urbana, contrariato come cittadino pistoiese se guardo gli esiti dei concorsi promossi nel tempo a Pistoia. Basterebbe partire dall’ultimo bandito per l’area esterna di Palazzo Fabroni, giudicato in modo anomalo da una commissione interna all’amministrazione comunale, senza neppure una figura esperta in progettazione di spazi urbani. In precedenza il concorso per piazza dello Spirito Santo: almeno questo aveva come presidente l’architetto Adolfo Natalini. Dopo le strumentali polemiche non c’è stato il coraggio di portare avanti comunque il progetto vincitore dell’architetto Marco Arrigoni ed è stata scelta la strada di banalizzarlo con una pratica spianata di pietre.Tutto è perfettamente coerente con le esperienze passate, a partire dal lontano concorso per l’Arboreto, vinto da Bassi e Foresi e rimasto anch'esso nei cassetti. Un’altra occasione persa. Occorre giungere al 2007 con il concorso delle piazze e della spina centrale delle aree ex Breda: il progetto vincitore dell’architetto Domenico Delfini verrà, dall’attuale amministrazione, archiviato e a oggi i pochi conoscono cosa verrà realmente realizzato in un’area strategica per la città. L’apice di questo malcostume tutto italiano viene toccato nel 2009 con il concorso di idee per la progettazione di un parco urbano nell’ex campo di volo. Risulta vincitore, tra oltre 40 progetti, la soluzione dell’architetto fiorentino Pietro Basilio Giorgieri e nella presentazione alla stampa del progetto, nell’ottobre del 2010, si evoca un progetto ambizioso ma coerente con la volontà e l’impegno di dotare Pistoia di un parco contemporaneo. La nuova amministrazione si guarda bene di portare avanti il progetto vincitore poiché iniziativa avviata dalla giunta precedente. Il risultato è stato quello di aver fatto sparire dai riflettori un progetto vitale per la città e il suo territorio per elaborare, nelle segrete stanze, una nuova soluzione di ben più basso profilo. Non c’è spazio per i sogni: chi immaginava un parco verde per l’area metropolitana è sbattuto nelle amorfe colline di terra, ormai tratto distintivo di quello che fu l’orizzontalità naturale dell’ex campo di volo. Qualcuno avrebbe potuto pensare che dopo tanti insuccessi, l’occasione della riconversione dell’area del vecchio ospedale del Ceppo, come è avvenuto per la città di Prato, segnasse un punto di svolta per la città più volte declamata “amica dell’architettura”. Niente commissioni di esperti internazionali e progetti di qualità: anche in questo caso tutto fatto in casa. Gli attuali amministratori non hanno bisogno di sollecitazioni esterne ma solo di fedeli riproduttori dei propri convincimenti. La città contemporanea lasciamola ai nostri cugini pratesi: noi possiamo continuare a vivere nel grigiore dell’ordinarietà.

.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web