La protesta
I profughi stretti attorno al marito
La solidarietà degli ospiti dell’hotel Arcobaleno. I vicini: «Bravissime persone»
PISTOIA. Non riesce quasi a rendersi conto di quanto è accaduto il marito di Lamia Chriqui. Seduto su un divano col cellulare in mano è affranto dal dolore, scuote la testa, risponde alle domande in modo quasi automatico. «Lei era lì dentro, io fuori» ripete. L’uomo è circondato da alcuni parenti marocchini arrivati da Pistoia e dai profughi dell’albergo Arcobaleno. Abitano a Sammommè da due anni, dove hanno trovato queste tre stanzette in affitto. «Non abbiamo ancora avvisato i genitori in Marocco - dice una giovane - la mamma è malata,chissà che dispiacere». Una coppia benvoluta anche dai residenti di Sammommè, un pugno di persone restate nel paese dove ormai sono molte di più le seconde case. E dove la solidarietà è di casa, essendo uno dei posti che fin dall’inizio ha ospitato i profughi. «Una donna bravissima, si dava da fare anche se non aveva un vero e proprio lavoro, aiutando le famiglie del paese nelle faccende domestiche».
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