Il Tirreno

Pistoia

pronto soccorso, la protesta

Rimandato a casa con un ictus in corso

PISTOIA. «Mio nonno aveva diritto da subito ad una tac» dichiara Giulia Pastorini 26 anni, raccontando al nostro giornale quanto accaduto a Sergio Pastorini, 79 anni, all’’ospedale San Jacopo di...

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PISTOIA. «Mio nonno aveva diritto da subito ad una tac» dichiara Giulia Pastorini 26 anni, raccontando al nostro giornale quanto accaduto a Sergio Pastorini, 79 anni, all’’ospedale San Jacopo di Pistoia. Questi i fatti da lei riportatici. Giovedì 22 intorno alle 17 Sergio, che abita in via Mazzini a Pistoia, subisce una caduta accidentale tra le mura domestiche. Quando il padre di Giulia, Fabrizio Pastorini, lo alza da terra, l’uomo ha difficoltà a parlare e la parte destra del suo corpo sembra paralizzata. «Mio nonno è malato di tumore - dice Giulia - ma fino ad allora non aveva accusato questi sintomi, cosa fatta presente da mio padre al medico dell’ambulanza e poi al Pronto soccorso». L’attesa si sa, per i familiari dei pazienti può essere lunga nelle sale d’aspetto degli ospedali. «Avevamo capito che a mio nonno avrebbero fatto una tac - osserva Giulia- circa ogni mezzora mio padre chiedeva informazioni alla reception, ma gli rispondevano che al momento gli era stato fatto solo l’ecg in attesa di altri accertamenti. All’una e mezza di notte mia nonna ha telefonato a mio padre, che era sempre in sala d’aspetto all’ospedale, dicendogli che il nonno era già stato dimesso e riportato a casa con ambulanza». A Sergio Pastorini sarebbero stati effettuati dei raggi al torace, ma non essendoci fratture a detta di Giulia sarebbe stato dimesso. «Il referto delle dimissioni non riscontra deficit neurologici - afferma la ragazza - ma senza aver effettuato la tac». Fabrizio chiede quindi spiegazioni al personale del Pronto soccorso per le improvvise dimissioni di Sergio, «per loro la caduta di mio nonno era dovuta al tumore di cui soffre alle ossa - racconta Giulia- riscontrando solo un trauma vertebrale». Sergio passa quindi il resto della notte a casa, il giorno dopo però non sta bene e alle 13.30 viene pertanto di nuovo ricoverato al San Jacopo. Una tac alla testa riscontra nell’uomo un ictus in corso dice sempre la nipote di Sergio, con ricovero d’urgenza in Neurologia dove tuttora si trova. (l.s.)

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