Sicurezza
Bollette dei rifiuti, una giungla di tariffe in provincia di Pistoia
Per la stessa casa in comuni vicini si paga anche il doppio. In provincia, Montecatini è la più cara, Serravalle la più economica
PISTOIA. Due persone che vivono in un piccolo appartamento, stessi redditi e stessi conti in banca, pagheranno più o meno la stessa cifra di imposte sul reddito e presumibilmente bollette simili di acqua, luce e gas se vivono a pochi chilometri di distanza gli uni dagli altri. Ma quando si parla di rifiuti, della cosiddetta “Tari”, le cose cambiano completamente ed è più probabile che le due famigliole si trovino a pagare in realtà cifre molto diverse.
Da sempre la tassa/tariffa sui rifiuti è una giungla: e negli ultimi anni la cosa non è affatto cambiata, nonostante gli sforzi dei Comuni di armonizzare, tra l’altro, le politiche tributarie. Lo dimostra la tabella qui a fianco, che fotografa il prelievo Tari nei principali Comuni della provincia per due casi di riferimento: un appartamento da 70 metri quadri abitato da due persone e uno da 100 metri quadri abitato da quattro persone. Il Comune dove si paga di più per i rifiuti è Montecatini: nel primo esempio si toccano i 287,81 euro all’anno, nel secondo i 478,13. Al capo opposto della classifica c’è il Comune meno esoso, Serravalle: la famiglia che vive in 70 metri quadri sborsa 140,05 euro, quella che abita in 100 metri quadri arriva a 227,64. In entrambi i casi siamo a meno della metà della Tari che si paga a Montecatini.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.14173392:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14173392:1652284988/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La Tari, lo ricordiamo, è un tributo che esiste dal 2014 (prima c’era la Tares) e che serve a pagare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per quanto riguarda le abitazioni, viene pagato sulla base della superficie di queste ultime e del numero di abitanti. L’importante è che il gettito complessivo copra la spesa prevista dal piano economico dell’azienda che si occupa dei rifiuti.
Le cifre riportate nella tabella sono frutto di una elaborazione redazionale su cifre fornite dai singoli Uffici tributi. Ovviamente non sono presi in considerazione gli sgravi che ciascun Comune prevede nel caso di famiglie in difficoltà, con Isee particolarmente bassi e così via.
Tornando alla tabella, è facile vedere come tutta la Valdinievole (con l’eccezione di Pieve a Nievole) pesi particolarmente sui propri residenti. Pistoia capoluogo si trova più o meno a metà classifica, mentre a Quarrata ed Agliana si paga di meno. La palma del Comune meno esoso, su questo fronte, va a Serravalle che, come detto, si accontenta di meno della metà della Tari richiesta da Montecatini per organizzare e gestire la raccolta rifiuti.
La giungla-Tari, bene chiarirlo, non è comunque una caratteristica solo pistoiese: si ritrova pari pari anche nelle altre province toscane ed è facile perdercisi anche a livello di Comuni capoluogo. Guardando al gettito medio pro capite (fonte: ufficio studi Uil) del 2015, ad esempio, si scopre che quello di Grosseto è 450 euro e vale quasi il doppio di quello più basso, che si paga a Firenze (238). Pistoia con 294 euro è ottava su 11.
Come si spiegano differenze così eclatanti? Ciascun caso è a sé stante: chiaro che pesano le caratteristiche del Comune (più o meno esteso, più o meno urbanizzato), il tipo di servizio richiesto (a Pistoia, ad esempio, dallo scorso anno sono inserite nel piano di Publiambiente anche le pulizie straordinarie della città), l’efficenza complessiva del gestore. Ma differenze tanto eclatanti, soprattutto in realtà locali tutto sommato simili, pongono più di un interrogativo. Soprattutto quando ci si trova a dover pagare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
