Pacini, la palestra solo ad anno nuovo
Slitta ancora la fine dei lavori: approvata una quarta variante. La preside Baroni: ancora disagi per gli studenti
PISTOIA. È un cantiere senza fine quello della palestra in costruzione all’interno dell’ex fonderia Michelucci di via dell’Anguillara. I lavori alla struttura - acquistata dalla Provincia nel 2005 per essere trasformata in palestra dell’istituto superiore Pacini, la scuola con più iscritti in città (1.365) – hanno subìto l’ennesimo arresto. E i tempi di conclusione slittano ancora. A renderlo noto è l’ente di piazza San Leone, che ha approvato la quarta perizia di variante al progetto. La fine dei lavori – si legge nelle determina – è fissata per il 14 dicembre 2016. Con 75 giorni di ritardo rispetto all’ultimo termine, contenuto nella terza variante dello scorso febbraio, che era stato fissato al 30 settembre 2016. I motivi dell'ennesimo ritardo - si legge ancora nel documento - sono ascrivibili all'allaccimento alla rete idrica e all'attesa del nulla osta da parte di Vigili del fuoco per l'adeguamento alle norme antincendio.
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«Non ne sapevo niente – spiega la preside dell’istituto Pacini, Ilaria Baroni – ma è una pessima notizia. La scuola aspetta a gloria l’arrivo della palestra. Il problema, come noto, va avanti da anni e la situazione è sempre la stessa. Gli studenti fanno lezione di educazione fisica in due piccole strutture interne alla scuola, in due palestre esterne e al campo scuola. E, nonostante il grande impegno dei professori di educazione fisica, il disagio per studenti e docenti è grande. Se si tratta di aspettare l’anno nuovo – conclude Baroni – pazienza. Però, spero non arrivino altre notizie di ritardi. Gli studenti meritano di fare attività in una struttura consona».
L’ex fonderia – come detto – fu acquistata dalla Provincia nel 2005 per 345.000 euro. Il progetto di realizzazione della palestra fu approvato nel 2008, ma i lavori partirono solo nel 2013 a causa di complicanze del progetto e cambi nell’assegnazione dell’appalto tramite gara. Il primo bando, infatti, vinto dall’associazione temporanea di imprese Diddi-Vespignani vide la loro esclusione per irregolarità contributive. L’appalto fu allora assegnato, nell’ottobre 2012, al secondo classificato A.T.I. tra Sice di Prato, Clima impianti di Firenze e Raveggi di Scandicci. Ma con il passare degli anni, oltre all’allungarsi dei tempi, a gonfiarsi è stato anche il costo del progetto. Dagli iniziali 1.823.000 euro agli attuali 2.136.000 euro. Via dell'Anguillara, dove sorgerà la palestra, inoltre, è un'area del centro dove sono in vigore vincoli edili stringenti e dove, l'altezza degli edifici non può superare quella delle strutture già esistenti. Ragion per cui, la realizzazione della palestra richiese una modifica del progetto iniziale. E furono avviati profondi scavi per “interrare” una parte della struttura, così che la palestra non superasse l'altezza imposta dai vincoli. A cantiere avviato, comunque, non sono mancati intoppi e ritardi che, a oggi, non hanno ancora messo fine agli interminabili lavori.
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