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Mercato nero per sportivi otto farmacisti indagati
L’accusa è di peculato: medicinali salvavita (alcuni dei quali usati nel doping) prelevati dal magazzino Asl in quantità superiore o con false ricette
PISTOIA. Otto farmacisti, titolari di sette farmacie della provincia (in un caso è cambiata la gestione, quindi gli indagati sono due) hanno ricevuto nel fine settimana dalla Polizia altrettante informazioni di garanzia emesse dal pubblico ministero Fabio Di Vizio. S’indaga su di loro per il reato di peculato.
Attraverso ricette irregolari o addirittura inesistenti di farmaci salvavita, diverse farmacie della provincia si sarebbero appropriate di confezioni di medicinali di proprietà dell’Asl per un valore complessivo di circa 74mila euro. Ritenendo di tralasciare, in attesa di ulteriori accertamenti, le farmacie in cui la cifra “sottratta” alla Asl è inferiore a mille euro, il danno su cui si indaga al momento è di 50.000, causato da 7 farmacie.
Cosa sarebbe successo? L’Asl fornisce due tipi di farmaci: quelli convenzionali e quelli in distribuzione per conto (da lì il nome dell’inchiesta portata avanti dalla Squadra mobile su incarico del pm Di Vizio, “Dpc”). I secondi sono ritenuti dallo Stato essenziali per la salute del paziente: ne fanno parte, tra gli altri, gli oncologici e gli anticoaugulanti. Si tratta di medicine costose, e diverse di queste sono usate dagli sportivi amatoriali per uso dopante.
I medicinali salvavita vengono acquistati dalla Asl e distribuiti dalle farmacie private e pubbliche (Far.Com e Comunale di San Marcello) in base a specifici accordi. In Toscana il magazzino di stoccaggio si trova a Migliarino. Gli ordinativi vengono eseguiti dal farmacista titolare della licenza, che ha la disponibilità di un account e può accedere a un particolare sistema telematico della Studiofarma di Brescia, il “webDPC”.
Nella loro qualità di incaricati di pubblico servizio per la “distribuzione per conto dei farmaci che richiedono il controllo ricorrente del paziente”, i farmacisti, inserendo dati falsi, si sarebbero appropriati di numerose confezioni di varia natura, anche di medicine dopanti, causanto all’Asl un danno di 50.589 euro. Motivo per cui, sabato la polizia ha notificato anche otto decreti di sequestro preventivo, emessi dal giudice Alessandro Buzzegoli, finalizzati alla confisca per equivalente del valore del danno cagionato.
L’operazione “Dpc” è una costola di quella, condotta dalla Squadra mobile su disposizione del pm Francesco Sottosanti, che nel 2013 ha portato alla luce un sistema occulto di sottrazione di farmaci a base di somatropine ed eritropoietine da parte di alcuni dipendenti Asl. Dietro compenso economico alimentavano un mercato nero di medicinali dopanti in favore di ciclisti dilettanti.
L’inchiesta fece capire all’Asl che il sistema informatico riservato alla gestione dei farmaci salvavita aveva delle falle, e la Squadra mobile ha ritenuto opportuno approfondire ed estendere le indagini a tutte le 79 farmacie della provincia, comprese le sei comunali. «Abbiamo confrontato - spiega il vicequestore Antonio Fusco - 700mila inserimenti nel data base con 7 milioni di ricette prescritte nel periodo compreso tra il 1 agosto 2010 e il 31 luglio 2014. Sono state riscontrate irregolarità su 4.300 ricette. Un’ulteriore verifica congiunta con l’Asl ha permesso di accertare che tutte le farmacie presentavano irregolarità, ma abbiamo deciso di limitarci a quelle che hanno provocato un danno superiore ai mille euro (da questa soglia parte la denuncia per peculato) e con oltre 400 confezioni “difformi”. Sono rimaste 7 farmacie». Nei confronti dei loro titolari sono state notificate le informazioni di garanzia.
Tiziana Gori
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