Il Tirreno

Pistoia

Peculato, avvisi di garanzia a otto farmacisti

Farmaci dopanti nel mirino dell'indagine
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Farmaci dopanti nel mirino dell'indagine

La procura di Pistoia ha emesso otto avvisi di garanzia ipotizzando il reato di peculato nei confronti di altrettanti titolari di farmacie. A notificarle sono state gli uomini della Squadra mobile della questura di Pistoia che già in passato avevano condotto una operazione su sottrazione di farmaci dopanti a danno dell'Usl 3

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PISTOIA. La Polizia  di Pistoia, ha notificato  8 informazioni di garanzia emessi dal sostituto procuratore della Repubblica  Fabio Di Vizio, a carico di altrettanti titolari di farmacie pistoiesi, in cui viene ipotizzato il reato di peculato. Secondo gli investigatori i farmacisti  inserendo falsi dati relativi a ricette inesistenti e per quantitativi e specialità diverse da quelle realmente riportate nella ricetta all’interno del portale telematico “webDPC”, si sarebbero appropriati  di numerose confezioni di specialità farmaceutiche di varia natura, anche di tipo cosiddetti “dopanti”, e avrebbero cagionato un danno erariale complessivo pari a 50.589,38 euro.  Contemporaneamente agli avvisi di garanzia sono stati notificati altrettanti decreti di sequestro preventivo  emessi dal gip di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, finalizzati alla confisca per equivalente del valore del danno cagionato.

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I provvedimenti notificati giungono ad esito di una complessa attività investigativa che fa seguito a quella conclusa nel 2013 sempre dalla Squadra mobile, che permise di far emergere un sistema occulto di sottrazione di farmaci a base di “somatropine” ed “eritropoietine” in danno della Usl 3 di Pistoia portato avanti da alcuni suoi dipendenti che alimentavano, dietro compenso economico, un mercato nero di farmaci dopanti in favore di ciclisti dilettanti che ne facevano richiesta. A margine dell’indagine era emersa la figura di un magazziniere dipendente di una farmacia privata di Pistoia che sottraeva illecitamente dal luogo di lavoro specialità farmaceutiche contenenti ormoni della crescita (GH) che poi vendeva ad uno degli indagati che non riusciva a procurarseli tramite i canali ospedalieri. Quei farmaci, di proprietà della Usl 3 di Pistoia, prevedono il cosiddetto “controllo ricorrente del paziente” e vengono distribuiti dalle farmacie private e pubbliche (Far.Com. e Comunale di San Marcello Pistoiese) per conto della Usl 3 di Pistoia in base a specifici accordi e gli ordinativi vengono eseguiti attraverso l’utilizzo da parte del farmacista titolare della licenza, che ha la disponibilità di un account (userid e password), accedendo ad un particolare sistema telematico denominato “webDPC”.

Con il deposito dell’informativa conclusiva delle indagini la Usl 3 di Pistoia, quale parte offesa, ha effettuato dei controlli incrociati  scoprendo che  la farmacia era riuscita a raggirare il sistema informatico dedicato alla gestione della dispensazione di determinate specialità farmaceutiche (cosiddetti  Dpd) e a rifornirsi illecitamente delle stesse cagionando un danno economico alla struttura pubblica che ne era proprietaria.

Non potendosi escludere che la stessa farmacia o altre del comprensorio provinciale a partire dal 2010 avessero posto in essere sistemi simili per approvvigionarsi illecitamente non solo di specialità di “eritropoietine” e “somatropine” ma anche di farmaci di particolare valore economico come quelli oncologici, anticoagulanti e del dolore, specialità queste che come le altre prevedono il controllo ricorrente del paziente, la  Squadra Mobile ritenne opportuno far luce sulla vicenda e a tal fine intraprese un’ulteriore attività di indagine finalizzata a verificare l’eventuale sussistenza dell’ipotesi di reato di peculato commesso dai farmacisti della provincia in danno della Usl di riferimento.

Una prima analisi dei dati è stata svolta su 693.494 prescrizioni ed ha consentito di isolare ben 4200 ricette irregolari contenute in 4343 prescrizioni di farmaco in quantità non necessariamente unitaria di cui 3001 sono le cosiddette  “ricette incongrue” e 1199, invece, sono le cosiddette “ricette inesistenti”. Ulteriori verifiche, effettuate con la collaborazione di personale specializzato della Asl 3 di Pistoia, hanno consentito di individuare, tra le ricette considerate irregolari, 882 ricette che sarebbero congrue per quanto riguarda il farmaco dispensato ma è stata approvvigionata una quantità superiore rispetto a quella effettivamente erogata cagionando un danno economico erariale quantificato complessivamente in € 21.836,68.

Sono state poi individuate  101 ricette in cui vi è associazione fra richiesta e ricetta ma il farmaco consegnato è completamente diverso da quello richiesto o solo per il dosaggio o proprio per tipologia e ciò ha causato un danno erariale per un valore complessivo di € 4.552,33. In altre 225 richieste è stato usato un barcode per effettuare l’approvvigionamento relativo a ricette inviate alla Asl per il pagamento in regime di assistenza convenzionata, non essendo presente alcun riferimento nell’ambito delle ricette spedite in regime “DPC”. In questo caso il danno erariale ammonta ad €9.737,53.

Infine ci sono ben 772 richieste in cui non vi è alcun tipo di riscontro con le ricette e che pertanto devono ritenersi formalmente inesistenti. Tali appropriazioni hanno determinato un danno economico quantificato in € 37.866,43. Sommando le varie voci - che sono da ritenersi tutte di natura illecita - nel periodo in esame, compreso fra il primo agosto 2010 e il 31 luglio 2014, sono stati prelevate nelle 79 farmacie 1980 confezioni di farmaco per un valore totale di € 73.992,97. Di queste non sono state considerate 72 farmacie che hanno cagionato un danno economico di lieve entità (complessivamente € 23.403,59) la cui posizione, tuttavia, è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria; le rimanenti 7 farmacie, invece, gestite dai farmacisti destinatari dei provvedimenti notificati, come si è detto, hanno cagionato, da sole, un danno alla USL 3 di Pistoia pari ad € 50.589,38 appropriandosi in modo irregolare di 1142 confezioni di farmaco in parte potenzialmente dopanti. I farmaci dopanti acquisiti irregolarmente sono complessivamente 108 confezioni per un valore totale di € 11.052. Tra questi specialità come Saizen (225 euro a confezione), Eprex (150 euro a confezione), Aranesp (170 euro a confezione)...

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