Il Tirreno

Pistoia

In quindici senza stipendio all’istituto Casa degli angeli

di Tommaso Artioli

I dipendenti della scuola paritaria di Agliana che conta  tre  classi di materna e 5 di elementari non riscuotono da mesi. Alessi: «Un ricorso blocca i pagamenti del Ministero»

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AGLIANA. Sono senza stipendio da mesi, a causa dei ritardi nei trasferimenti da Roma dei contributi destinati alle scuole paritarie. Si tratta di una quindicina di lavoratori - maestre, personale della segreteria, addetti alle pulizie - dell’Istituto Casa degli angeli custodi di San Michele ad Agliana, gestito dalla cooperativa Don Ferruccio Bianchi. Una scuola con tre classi di materna e cinque classi di elementari, oltre al centro gioco. A confermare la situazione di difficoltà per questa realtà, come per molte scuole paritarie in tutta la Toscana è Leonardo Alessi, presidente della Federazione Italiana Scuole Materne (Fism) per la Toscana. «Come sistema della scuola paritaria in tutta la regione – spiega – dobbiamo ancora ricevere dal Ministero circa 21 milioni di euro per l'anno scolastico 2015-2016, che non sono stati trasferiti alla direzione scolastica regionale». La quota spettante alla Casa degli angeli custodi, chiarisce Alessi, dovrebbe aggirarsi intorno ai 150.000 euro. Somma attesa dall'inizio del 2016 e che tiene in sospeso da alcuni mesi gli stipendi di chi opera nella struttura di Agliana. «I fondi sono fermi - prosegue Alessi – perché c'è un ricorso al Consiglio di Stato sulla modalità di erogazione dei contributi, promosso da un'associazione che rappresenta le scuole paritarie». Alla base del ricorso, la volontà di affermare, per i promotori, la non distinzione tra scuole a fine di lucro e scuole non a fine di lucro. Un'udienza è fissata per oggi e la Fism (che sostiene la distinzione tra scuole non a fine di lucro e scuole a fine di lucro), spera che, come chiesto dalle associazioni che rappresentano le paritarie, dopo questa data, almeno una parte dei fondi venga sbloccata per dare ossigeno ai numerosi istituti che attendono i trasferimenti da mesi. «Se un acconto arrivasse per la fine di settembre – chiarisce Alessi – entro Natale verrebbero erogati parte degli stipendi arretrati. Diversamente, se tutto rimanesse fermo, dopo dicembre il problema potrebbe estendersi al 60 -70% delle paritarie toscane». Un quadro già difficile, che, senza il rapido sblocco dei contributi, potrebbe ulteriormente peggiorare. «Credo – sottolinea il presidente regionale di Fism – che la situazione sia abbastanza grave. Riuscire ad avere i fondi e pagare gli stipendi entro i prossimi 60 giorni, servirebbe a tamponarla». Ma il problema dei ritardi nei trasferimenti da Roma per le paritarie non nasce oggi. «Si tratta – precisa Alessi – di una difficoltà generale di ingranaggi e meccanismi burocratici, che si protrae da anni. Spero che la situazione si sblocchi velocemente, altrimenti, prima di chiudere le scuole, metteremo in atto forme di protesta a livello nazionale». Le vicende legate ai ritardi nei trasferimenti alla cooperativa Don Ferruccio Bianchi, ed i conseguenti problemi nel pagamento degli stipendi ai lavoratori dell'Istituto Casa degli angeli custodi di Agliana, erano già emerse negli anni scorsi. Durante la campagna elettorale per le amministrative di Agliana, nell’aprile del 2014, l’attuale sindaco, Giacomo Mangoni (in quel momento candidato), visitò la scuola con il deputato Edoardo Fanucci e l’allora assessore della Provincia di Pistoia, Paolo Magnanensi, con l’intento di affrontare la questione. Era stato proprio l’onorevole Fanucci, in quei giorni, a presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione, chiedendo conto dei contributi spettanti alla cooperativa Don Ferruccio Bianchi per l’Istituto Casa degli angeli custodi. «A causa del mancato saldo dei contributi statali, relativi ancora all'anno 2012 -2013 – scriveva allora il deputato del Pd, nell’interrogazione presentata il 10 aprile 2014 - l'istituto verte in gravi condizioni economiche, per le quali i lavoratori, dall'inizio dell'anno seguente non hanno percepito, nella giusta cadenza mensile, la propria retribuzione».

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