Sicurezza
Due ore di lezione per ogni classe
Liceo artistico di Pistoia: gli studenti della sede (inagibile) ospitati nelle succursali
PISTOIA. Liceo artistico inagibile dopo l'acquazzone di venerdì 16 settembre: il personale scolastico ha lavorato tutto il giorno per non far restare a casa oltre cento studenti. Alla fine, come in un Tetris giocato alla velocità della luce, si è riusciti a incastrare classi e orari in modo da far seguire due ore di lezioni a tutte le 28 sezioni.
Una soluzione, ribadisce la preside Elisabetta Pastacaldi, che più temporanea di così non potrebbe essere. Siamo all’inizio dell’anno scolastico, e non è pensabile che mille studenti siano costretti a seguire solo due ore al giorno di lezioni: «Ci devono sistemare il tetto». Cinque parole, pronunciate con voce decisa. Niente di più, niente di meno. Per ora. Le infiltrazioni d’acqua dal tetto e dal soffitto hanno allagato le aule, i laboratori e, spiega Pastacaldi, anche l’ufficio di presidenza. L’acqua ha provocato un corto circuito: l’impianto elettrico è saltato, e la preside non ci pensa neanche lontanamente a far tornare il personale e gli studenti in una sede dove l’impianto elettrico è un rischio per l’incolumità delle persone.
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L’immobile di piazzetta San Pietro, sede del Liceo artistico, è di proprietà della Provincia, come tutte le scuole superiori. Il presidente Rinaldo Vanni spiega che lunedì 19 settembre «un tecnico dell’ente effettuerà un sopralluogo in sede. Voglio sapere al più presto quali potranno essere i costi e i tempi degli interventi da eseguire».
Tetti e infissi, ripete Elisabetta Pastacaldi, sono lavori non più rinviabili. Vanni si è detto disponibile a sistemare temporaneamente le classi di piazzetta San Pietro al piano terra del provveditorato di via Mabellini (l’ex istituto per l’infanzia Pelagia Romoli), se i lavori si protrarranno per più di qualche giorno. Nell’ottica di limitare il frazionamento dei luoghi che ospitano gli studenti dell’Artistico, c’è allo studio un progetto (da oltre un milione di euro) per spostare al Provveditorato le classi attualmente nella succursale del Bolognini e quelli nelle aule “in prestito” al Fedi-Fermi.
Allo stato attuale, ribadisce Pastacaldi, non è pensabile però di fare a meno della sede, dove sono strumenti e laboratori. E quindi i lavori fanno fatti. (t.g.)
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