Sicurezza
Hitachi, salta l’accordo sul monte ore dei permessi sindacali
Dal prossimo primo novembre decadranno le condizioni sottoscritte nel 1998 con i rappresentanti dei lavoratori dell’azienda di Pistoia
PISTOIA. Dal primo novembre 2016 i permessi sindacali retribuiti per i dipendenti di Hitachi Rail Italy non saranno più in vigore. O almeno non nella modalità utilizzata fino a oggi, e frutto di un accordo tra dirigenza e sindacati, risalente al febbraio 1998. Quando la fabbrica era ancora targata Breda e si avvicinava alla fusione con Ansaldo.
A essere saltati sono gli accordi sul monte ore pro capite per le attività Rsu, direttivi e Rls che nel consuntivo 2015 toccarono quota 3.945 totali. E che nel 2017 sarebbero dovute scendere a 3.114. 96 le ore procapite annuali per i delegati Rsu.
Una trattativa per la riduzione dei permessi sindacali - ore retribuite che i delegati hanno a disposizione per svolgere la propria attività - voluta dall'azienda, e portata avanti per mesi. Facente parte del piano di trattativa per l'armonizzazione. La richiesta posta dai vertici giapponesi per ottenere regole omogenee su orari, permessi e pause nei tre stabilimenti del gruppo Hitachi Rail Italy che, oltre a Pistoia, comprende Napoli e Reggio Calabria. Alla metà di luglio, però, il tavolo della trattativa sull'armonizzazione è saltato, e con quello anche gli accordi vigenti sui permessi sindacali retribuiti.
L'ufficialità della scelta è arrivata il 29 luglio con una lettera di avviso da parte della dirigenza, in cui si illustrava la disdetta degli accordi vigenti a partire dal mese di novembre. Una scelta che ha contribuito a irrigidire i rapporti tra dirigenza e sindacati, sulla scia di quei malumori già sprigionati a seguito del mancato accordo per la trattativa sul piano di armonizzazione. Nella prima settimana di settembre si è poi tenuto un incontro tra Rsu e Ernesto Martinelli, direttore del personale di Hitachi Rail Italy. A quel primo confronto dopo il rientro dalle ferie, che sarebbe dovuto servire a illustrare un quadro generale sui nuovi orizzonti di attività dell'azienda, è però seguito un comunicato Rsu, dai toni accesi, ai lavoratori.
In sintesi, un'informativa che denunciava come, anche a fronte delle buone notizie relative al nuovo piano di produzione - su tutte la vittoria della maxi commessa per i treni regionali che darà lavoro per i prossimi 9 anni - «la posizione dell'azienda sulla disdetta dell'accordo sui permessi sindacali non aiuta a mantenere un clima di collaborazione e non crea le condizioni per trovare nuovi accordi».
A buttare acqua sul fuoco, però, ci pensa Marco Fontana, Fim-Cisl, da martedì 13 settembre nuovo coordinatore Rsu Hitachi. «In questo periodo la situazione nello stabilimento è delicata, e certo la cancellazione dei permessi retribuiti non aiuta. Però - sottolinea Fontana - dopo il primo incontro con Martinelli, ne è seguito un secondo dai toni più distesi, dove abbiamo avuto importanti chiarimenti. L'auspicio è tornare presto al tavolo del confronto, per chiudere un accordo sulle armonizzazioni, così da concentrarci sulle prospettive future di produzione, lavoro e stabilizzazioni».
«Nessun irrigidimento - commenta Ernesto Martinelli, direttore del personale - L'armonizzazione, che riguarda anche i permessi sindacali retribuiti, è uno degli obiettivi aziendali da centrare. In questa ottica, l'azienda, come fatto finora, tornerà a confrontarsi in modo aperto con i sindacati per trovare un accordo. Se questo non avverrà entro il primo novembre, decadranno gli attuali accordi ed entreranno in vigore quelli previsti dal contratto nazionale. Nessuna minaccia. Solo la volontà di promuovere nuove prospettive per lo stabilimento».
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