Il Tirreno

Pistoia

Fedi, bando deserto e riapertura lontana

Tiziana Gori
L'impianto sportivo Fedi, che ospita la palestra e piscina provinciale (foto Gori)
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L'impianto sportivo Fedi, che ospita la palestra e piscina provinciale (foto Gori)

Da ottobre chiuse anche la piscina Marchi di Pescia e Le Ginestre. Vanni (Provincia): un’altra gara per cercare 3 gestori

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PISTOIA. Rinaldo Vanni, presidente della Provincia, parla di «fulmine a ciel sereno». «In tre avevano fatto il sopralluogo, le condizioni di partecipazione al bando sapevano quali erano». E invece, come i più temevano, il bando per la gestione unificata degli impianti sportivi “Silvano Fedi” di Pistoia, Marchi di Pescia e Le Ginestre di Maresca è andato deserto.

Un bando di gara che prevedeva l’affidamento da parte dell’ente provinciale, ormai senza più risorse da poter destinare alla manutenzione di immobili di sua proprietà, la gestione a un unico soggetto per 25 anni. Gestore chiamato a eseguire di tasca propria 2 milioni e 100.000 euro di interventi di ristrutturazione non più rinviabili: 1,2 milioni alla Fedi, 800.000 euro a Pescia, 70.000 euro a Maresca.

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Poco più di una settimana fa, dopo un sopralluogo congiunto con l’Asl, i vigili del fuoco hanno emesso un atto di diffida nei confronti del gestore dell’impianto Fedi, la società Buonconvento di Siena, chiedendo che la palestra-piscina di via Panconi non riapra finché non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza. “Al momento del sopralluogo - riporta il verbale dei pompieri - sono state riscontrate lesioni e distacchi consistenti alla struttura in cemento armato, sia nella parte esterna che in quella interna, dove’è accessibile al pubblico”. Da alcuni mesi, a scopo precauzionale, erano stati chiusi due spogliatoi, mentre il presidente della Buonconvento, Gianluca Valeri, parla di «distacchi di intonaco dalle pareti interne e frammenti di cornicione all’esterno». Una situazione che non rendeva facile riaprire l’impianto.

La piscina Marchi di Pescia ha avuto una gestione in deroga (provvisoria) di tre mesi da parte di un’azienda veronese, terminata il 30 giugno. Anche questo impianto non sarà riaperto. Sarà invece utilizzabile la palestra, gestita dalle associazioni sportive, a disposizione delle scuole. La piscina delle Ginestre chiuderà il 30 settembre (termine in cui scade la proroga in concessione alla Buonconvento).

Il presidente della Provincia appare rammaricato. Nell’impiantistica sportiva è mancato un occhio lungimirante. Le precedenti amministrazioni non hanno provveduto agli opportuni adeguamenti quand’era il momento. Sono mancati investimenti che oggi, di fatto, per la Provincia non sono più possibili. E Rinaldo Vanni lo chiarisce: martedì i tecnici saranno al lavoro per formalizzare i nuovi bandi, ma contributi da parte dell’ente locale non ne sono previsti. Ora si procederà per strade separate, cercando gestori diversi per i tre impianti, in modo da rendere più appetibile l’offerta.

«Potrebbero essere pubblicati già la prossima settimana - spiega - e le offerte pervenire entro fine mese». L’impianto Fedi resterà chiuso. L’interdizione all’accesso da parte dei pompieri rendeva impossibile una sua riapertura, ma se fosse stato subito assegnata la gestione sarebbe stato certo anche un intervento di adeguamento. Adesso la Provincia auspica un interessamento alla gestione dei singoli impianti, ma i tempi si allungano. «Al momento della preparazione del bando - spiega Vanni - avevamo chiesto ai Comuni interessati se potevano elargire contributi. La risposta fu negativa. La situazione è critica, per evitare il de profundis cercheremo con i nuovi bandi tre gestori, però senza risorse della Provincia».

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