I profughi raccontano le loro storie ai residenti
LIZZANO. A volte succede che gli stessi profughi hanno voglia di farsi conoscere meglio. Forse proprio per essere compresi ed accettati. Ed allora si propongono per incontrare le comunità locali e...
LIZZANO. A volte succede che gli stessi profughi hanno voglia di farsi conoscere meglio. Forse proprio per essere compresi ed accettati. Ed allora si propongono per incontrare le comunità locali e raccontarele proprie storie che, a volte, sono fatte di paure e di guerre. Succede a Lizzano, dove i profughi ospiti sono una quarantina, gestiti dalla Cooperativa sociale Arkè. E sono nel paese dei murales ormai da diversi mesi ed hanno voglia, loro stessi, di parlare con i paesani e raccontarsi.
Per questa ragione oggi pomeriggio alcuni di loro si ritroveranno con la popolazione nel parco del vecchio convento delle suore dalle 15 in poi. Questa occasione di conoscenza è stata chiamata “Uguali e Diversi”, culture diverse a confronto e vede come organizzatori, oltre alla cooperativa che li gestisce, anche la Pro loco “I Cedri” e l'associazione Amici dei Murales. «Ci hanno cercato loro - spiega Anna Paola Lori - e la ragione risiede nel fatto che i profughi hanno il desiderio di farsi conoscere, di parlare del loro mondo, delle loro storie. Non c'è mai stato attrito tra noi e loro e questo incontro è un passo in più per arricchirci con storie di culture diverse».
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