Sicurezza
Bertinelli: «Sono un sindaco del Pd, ma guido una solida coalizione»
PISTOIA. «Che io mi candidi o no per un secondo mandato amministrativo, è un dettaglio. Se si farà una discussione seria, non ho timori». Samuele Bertinelli conclude così il lungo ragionamento con...
PISTOIA. «Che io mi candidi o no per un secondo mandato amministrativo, è un dettaglio. Se si farà una discussione seria, non ho timori». Samuele Bertinelli conclude così il lungo ragionamento con cui risponde alla domanda se sarà a disposizione per un bis a Palazzo di Giano dal 2017 al 2022.
Il ragionamento parte da un punto fermo. «A Pistoia governa una coalizione, con il Pd, Pistoia spirito libero, Insieme per Pistoia, l’Italia dei valori, Federazione della sinistra, i Verdi e la lista civica di centro». Una constatazione non casuale, visto che – secondo Bertinelli – «oggi il potere coalizionale del Pd si è azzerato e ai ballottaggi, in uno schema tripolare, il Pd perde perché il secondo arrivato vota col terzo. A Pistoia bisogna tenerne conto». Una Pistoia dove, invece, la coalizione di centrosinistra ha dimostrato di tenere bene. «In un contesto difficile come quello della politica attuale – sintetizza Bertinelli – la nostra esperienza è tra le più stabili della penisola».
Anche il bilancio operativo del quinquennio è da considerarsi ampiamente positivo. Bertinelli annuncia che a giorni uscirà il rendiconto di mandato che metterà in fila tutte le cose fatte da questa amministrazione. Per intanto il sindaco le rievoca (dal bilancio risanato al mantenimento dei servizi educativi in mano pubblica, al potenziamento della spesa sociale, agli interventi urbanistici su nodi fermi da anni come il recupero del Ceppo, i parcheggi a sud della stazione o via D’Acquisto), ma fa appello anche ai riconoscimenti ottenuti da Pistoia negli ultimi anni. Non c’è solo il titolo di capitale della cultura, ma anche quello di prima social business city italiana, di quarta città italiana per potenzialità di integrazione (Cnel), i due Oscar per la trasparenza dei bilanci.
In questo quadro, per il futuro la posizione del Pd rispetto al prossimo mandato, non è l’unico elemento di cui tener conto. E l’immagine di un Bertinelli sindaco anti-renziano ai ferri corti con una maggioranza renziana del partito provinciale non lo preoccupa. «Io – scandisce Bertinelli – pur essendo orgogliosamente iscritto al Pd, non sono il sindaco di un solo partito, sono a capo di una coalizione e rispondo alla città, non agli equilibri interni di questo o quel partito. E naturalmente farò quello che serve a Pistoia».
E poi: «Se qualcuno pensasse che il dibattito sul futuro del territorio è condizionato o addirittura deciso dagli equilibri di fazioni e correnti, ha sba-glia-to». Non solo: anche il gran parlare di Pd diviso tra renziani e anti-renziani non convince Bertinelli. «Se si scambia il Pd per 3-4 persone che hanno qualche ruolo, non saprei dire se sono divisi, ma se si pensa a tutta la gente che vede il Pd come un baluardo indispensabile di democrazia, allora sono convinto che queste persone vedano alla guida dell’attuale amministrazione gente perbene che fa quello che dice e che lavora per il futuro; quello remoto, non quello immediato». (f.cl.)
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