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Pistoia

«Il sistema si regge sui precari come me»

«Il sistema si regge sui precari come me»

La testimonianza di Barbara, 33 anni, insegnante precaria: ho vinto al Tar, ma ora siamo nel caos

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PISTOIA. Scuole senza maestri. «A pochi giorni dal suono della campanella, non ci sono ancora le nomine degli insegnanti e non sappiamo nemmeno se avremo l'organico di diritto entro il 15 settembre. È un marasma, un caos totale».

Parola di una precaria che nel "marasma" della scuola, «e - sottolinea lei - della Buona scuola», deve sopravvivere. Barbara Bertucci, 33 anni di Pistoia, insegnante precaria alle materne, denuncia un sistema in tilt.

«Se non arrivano le nomine, ricorreranno alle supplenze lampo» dice. I bambini inizieranno la scuola con maestre che poi verranno sostituite dalle titolari. Lo stress da nomine aumenta di anno in anno. E di pari passo, come spiega Bertucci, aumenta anche il carico di lavoro di presidi e reggenti che cercano di mettere una toppa al «marasma».

Tra graduatorie ancora da aggiornare e concorsone in alto mare, le scuole riapriranno con le solite toppe cucite in fretta.

«Colpa della riforma e di tutto quello che non è stato fatto negli anni» sottolinea Barbara, che nel caos scuola c'è dentro fino al collo: da un decennio ormai. È una delle maestre uscite dalle magistrali nell'ultimo anno - il 2002 - in cui il diploma abilitava all'insegnamento. Poi, racconta, c'è stato un cambiamento in corsa.

«Quel diploma – continua Bertucci – improvvisamente non era più abilitante. Dava diritto a iscriversi solo nelle graduatorie di terza fascia, dei non abilitati. Colpa dello Stato che prima ha detto che il diploma era abilitante e dopo non ha riconosciuto l'abilitazione».

Da lì è partita la battaglia legale. «Dopo un ricorso pilota e una serie di altri ricorsi ai più disparati organi, dal Tar al giudice del lavoro, l'anno scorso - va avanti Bertucci - siamo state inserite nelle graduatorie a esaurimento della provincia, cioè nella prima fascia, da cui attingono per i posti a tempo indeterminato. La scuola - sottolinea l'insegnante - finora si è retta sui precari. Adesso, con il concorsone, siamo addirittura in una situazione illegale. La vecchia graduatoria, quella del concorso 2012, non è decaduta nonostante la nuova prova, ancora in corso, del 2016».

« Quattro anni fa – continua il racconto – tante regioni del sud hanno dato l'idoneità a un numero di insegnati in esubero rispetto alle cattedre disponibili. All'inizio la quota regionale di posti da destinare a chi, nelle altre regioni, era stato riconosciuto idoneo nel concorso 2012 era del 15%. Quota che - sottolinea Barbara Bertucci - è passata negli scorsi giorni al 25% e poi al 30%. Questa è una guerra tra poveri».

Beatrice Faragli

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