Il Tirreno

Pistoia

In via dell’Anguillara la palestra infinita

In via dell’Anguillara la palestra infinita

Cinque anni di lavori, 2,1 milioni di spesa e non è ancora pronta: Magni (Coni) ha chiesto chiarimenti

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PISTOIA. Tra tanti impianti sportivi bisognosi di interventi di manutenzione (dallo stadio al Palasport, al Legno Rosso) e altri costretti a restare chiusi perché quegli interventi non sono stati mai fatti (è il caso della piscina-palestra Fedi di via Panconi), a Pistoia c’è anche una struttura in costruzione ormai dal 2011 e non ancora completata, il cui costo nel frattempo è lievitato oltre i due milioni di euro.

Si tratta della palestra ricavata sul sito dell’ex fonderia Michelucci, in via dell’Anguillara, originariamente destinata a fungere da spazio sportivo per il vicino istituto tecnico Pacini. La scuola superiore più grande della provincia, che però non ha mai avuto uno spazio sportivo degno di questo nome al proprio interno, tanto da costringere studenti e insegnanti a scomode peregrinazioni per la città durante le ore di educazione fisica.

Come mai tanto tempo e tanti soldi per realizzare una palestra? Buona parte delle ragioni dipendono dalla collocazione dell’impianto: vicino all’istituto Pacini, certo, ma nel bel mezzo di un quartiere fittamente edificato, con vincoli stringenti da rispettare, come l’altezza degli edifici circostanti. Cosa che – per ottenere lo spazio necessario ad una palestra – ha costretto i progettisti a scavare, ma prima ancora a consolidare gli edifici circostanti per evitare brutte sorprese in termini di stabilità.

La Provincia acquistò lo spazio nel lontano 2005 e ci mise sei anni per completare la gara d’appalto. Ma il primo vincitore, l’associazione d’inprese Diddi Vespignani Incos, venne esclusa per delle presunte irregolarità contributive.

Nell’ottobre 2012 nuova aggiudicazione, questa volta all’associazione temporanea costituita da Sice, Cima Impianti e Raveggi. E poco dopo il via ai lavori, emerse la necessità di un nuovo stop perché nel terreno vennero fuori tracce di cemento amianto e quindi la necessità di una bonifica.Fatto sta che dall’inizio sono già state tre le perizie di variazione della spesa approvate, e che il costo totale è passato da 1,8 a 2,1 milioni.

Insomma, un capitolo certo non brillante della vita amministrativa cittadina, un capitolo che tra l’altro attende ancora di chiudersi.

Nel frattempo, non c’è da stupirsi se il delegato Coni Gabriele Magni punta i riflettori proprio sulla palestra infinita chiedendo chiarimenti su quanto costerà alla fine, chi l’ha voluta e per quali fini.

Fabio Calamati

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