La Cino aspetta ancora i fondi del governo
Parte della scuola è a rischio sismico e va abbattuta. Studenti costretti a spostarsi alla media Roncalli
PISTOIA. Per il terzo anno consecutivo le classi terze della scuola media Cino da Pistoia continueranno a essere ospitate nell’edificio della scuola media Roncalli. E il motivo è sempre lo stesso. Il prefabbricato – costruito nella seconda metà degli anni ’60 - utilizzato dalla scuola Cino fino al giugno 2014, e che all’epoca ospitava 9 classi, fu chiuso dal Comune di Pistoia perché non a norma dal punto di vista sismico e perché contenente anche pannelli in cemento amianto.
Venuta a mancare la struttura, si decise il trasloco delle classi nella scuola media Roncalli. Non senza polemiche da parte di genitori, sul piede di guerra per i disagi organizzativi che il trasferimento provocò. A distanza di oltre due anni da quella decisione, però, niente è cambiato. Il prefabbricato – come sottolineato dallo stesso sindaco Samuele Bertinelli nella primavera 2014 – avrebbe dovuto essere demolito e poi ricostruito, per tornare a ospitare tutti gli studenti della scuola Cino. Costo del progetto, 3,5 milioni di euro. Una cifra enorme per le casse di Palazzo di Giano.
Ragion per cui il progetto di demolizione e ricostruzione del plesso (una struttura di 1.700 metri quadri) fu inserito nel progetto “Scuole innovative” del governo. Graduatoria dove, tutt’oggi, si trova anche la scuola Cino che, in prima battuta, è rimasta esclusa dal finanziamento del governo.
Dicembre 2016 è però il termine ultimo, il sindaco Bertinelli l’ha ripetuto più volte. Se i fondi non dovessero arrivare sarà il Comune ad accollarsi le spese di intervento per la demolizione del plesso.
Ma sulla scuola Cino da Pistoia - e in generale sulla situazione di sicurezza delle scuole pistoiesi, con particolare riferimento alla normativa sismica - torna a esprimersi anche il consigliere comunale di opposizione Alessandro Sabella, Forza Italia, che ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. «Questa amministrazione dal 2015 non ha stanziato un centesimo per il problema sismico – affonda Sabella – Nel maggio dello scorso anno Forza Italia presentò in consiglio una mozione, approvata all’unanimità, che impegnava l’amministrazione a proseguire sulla strada, avviata nel 2012, per verificare lo stato di sicurezza delle scuole. Un appello caduto nel vuoto». Sabella ricorda la sua proposta di destinare 45.000 euro dalle spese per le piste ciclabili ai controlli antisismici. «Tre scuole avrebbero potuto essere verificate, ma al voto la proposta fu bocciata». (v.v.)
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