Sicurezza
C’è bisogno di balie per i gattini abbandonati
Ancora tanti i felini portati al Rifugio. Il racconto di Santina: servono una stanza e un po' di tempo, ma è un'esperienza gratificante
PISTOIA. Le sue mani si muovono abili e leggere. Una prende il biberon, l’altra il gattino tigrato di tre settimane. Lo tiene fermo contro il petto e lo allatta. Leo gradisce. «Aveva fame, è da stamani alle nove che non mangiava». Sei-sette poppate tutti i giorni, sia per lui che per Gigio. Li hanno trovati abbandonati in una legnaia in campagna quando avevano ancora gli occhi chiusi. E come spesso avviene in questi casi il primo pensiero di chi li ha visti è stato portarli al Rifugio del cane di via Agati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.14052764:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ce-bisogno-di-balie-per-i-gattini-abbandonati/67497/68930]]
«Da lì sono arrivati nelle mie mani». Santina Pepe finisce di allattare Leo e afferra Gigio. Sta per entrare al lavoro e la cura dei due cuccioli ha ancora bisogno di qualche passaggio obbligato. Li appoggia per il ruttino (proprio come i bambini) e poi eccoli di nuovo per aria. Con un panno strofina sotto lo pancia. «Serve per stimolarli a fare la pipì. Lo so - sorride - può sembrare buffo ma serve. Non tutte le balie hanno voglia, tempo e predisposizione per allattare i cuccioli. C’è bisogno di persone disponibili a prendersi cura dei gatti che hanno ancora bisogno del latte, ma anche di balie che siano disponibili a tenere in stallo per un periodo animali già svezzati, in attesa dell’adozione».
Quando Santina è al lavoro ci pensa il marito a dare il biberon: «Latte di una buona marca, fornito dal canile», precisano. In casa Castronovo-Pepe ci sono la micia della coppia, un’altra gatta in affido, Petunia.... e due bambini, i figli della coppia. «Perché ho iniziato? Per istinto materno - è la risposta di Santina - Forse anche per colmare un vuoto, avevo perso da poco i miei genitori. È un bell’impegno, indubbiamente, ma è gratificante».
Le balie afferenti al canile sono una ventina. «Ci conosciamo e ci diamo una mano. In questi giorni, ad esempio, sto andando a casa di una balia per aiutarla a fare le flebo a due gattini che ne hanno bisogno». È volontariato, è tempo speso in un servizio che non porterà denaro ma “solo” gioia di aver aiutato a star meglio e a far crescere cuccioli abbandonati. Potrebbe essere speso per aiutare esseri umani? Indubbiamente. Una cosa non esclude l’altra, è il commento di Pamela Tredici, altra balia, stavolta della provincia di Prato, che nel pomeriggio svolge attività di doposcuola.
In via Agati, intanto, oggi pomeriggio, è tempo come ogni sabato di Micino Day: porte del canile aperte per le adozioni. Replica domani allo stesso orario: 15-18. Al 31 agosto i gatti presenti al Rifugio erano 40, 55 quelli in stallo in casa delle balie, e altri 15 quelli al gattile piccolo. Gli arrivi non diminuiscono. Anzi, si mantengono costanti e nei periodi dei parti la struttura va in affanno. Operatori, balie e generi alimentari sono sempre ben accetti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.14052692:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14052692:1652278725/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Un’altra storia a lieto fine da raccontare però c’è. Santina indica Petunia, sotto il tavolo, una bella miciona di due anni: «È stata trovata con un ferro infilzato nella pancia. Era incinta. I gattini sono morti, lei è stata operata dal dottor Paolo Crucioli e dalla dottoressa Alessandra Greco, i veterinari del canile, che l’hanno salvata. Oggi - sorride - va in adozione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
