Il Tirreno

Pistoia

Mense, asili, bus non pagati: pronti 735 accertamenti

Mense, asili, bus non pagati: pronti 735 accertamenti

Il Comune di Pistoia passa all’incasso per gli anni scolastici 2012-13 e 13-14, in totale 260.000 euro. Ora tocca a Equitalia

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Posta in arrivo per gli utenti morosi degli asili nido e delle scuole materne comunali e statali, dei servizi di scuolabus e mensa scolastica. Gli uffici del Comune hanno appena finito di preparare un corposo dossier con in totale 735 posizioni, per un totale di 259.000 euro che mancano all’appello nelle casse comunali.

Si tratta di utenti che non hanno pagato per gli anni scolastici 2013-14 e 2012-13 e ai quali ora Palazzo di Giano presenta definitivamente il conto. Gli elenchi (i cosiddetti “ruoli”) sono stati infatti trasmessi a Equitalia Servizi, che nei prossimi mesi preparerà le cartelle esattoriali che saranno poi inviate a casa delle famiglie interessate. E lì l’alternativa offerta ai pistoiesi morosi sarà soltanto una: o pagare subito tutto, o chiedere la rateazione, che peraltro Equitalia consente frazionando la cifra da versare in rate da 36 a 72.

Disaggregando la cifra complessiva, si vede che la somma più alta (oltre 124.000 euro) riguarda arretrati del servizio mensa scolastica. Seguono le quote da pagare per la scuola materna statale, quindi per quella comunale, infine per gli asili nido.

L’etichetta di “morosità”, bene chiarirlo, copre realtà anche molto diverse tra loro: dai “furbetti” che cercano di non pagare per un servizio di cui usufruiscono, a chi in questi anni si è trovato effettivamente in difficoltà dal punto di vista economico, magari con un membro della famiglia che ha perso il lavoro, a chi – infine – può non aver pagato per un mero errore o una dimenticanza. Anche se quest’ultimo caso appare poco probabile, visto che prima di far intervenire Equitalia, il Comune ha provato a recuperare in proprio le cifre non incassate, avvertendo bonariamente gli interessati e quindi spedendo loro delle vere e proprie ingiunzioni di pagamento.

«Sì, le situazioni possono essere anche molto diverse – conferma la dirigente del Comune Daria Vitale – ma rimane il fatto che l’amministrazione deve provedere in questo modo per completare, per quanto possibile, la riscossione delle somme dovute per i servizi che sono stati erogati. Tra l’altro siamo abbondantemente penalizzati quanto a tempi di riscossione, perché Equitalia ha bisogno di tempi adeguati per lavorare i nostri ruoli, spedire le cartelle, esaminare le richieste di rateizzazione. Di solito finisce che la riscossione delle attività di un anno scolastico terminano dopo un altro anno, un anno e mezzo».

Il Comune di Pistoia comunque negli ultimi anni ha cercato di ridurre i tempi per l’assorbimento di queste morosità. Ma il fenomeno di chi non paga come si evolve? «Difficile dare una risposta complessiva – replica Vitale – ma credo si possa dire che si tratta di una realtà sostanzialmente stabile da un anno all’altro».

Fabio Calamati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa