Il Tirreno

Pistoia

Lampade votive spente, lettere e proteste

Lampade votive spente, lettere e proteste

I genitori di un giovane defunto si sono rivolti al difensore civico regionale, che invita il Comune a ripensare la decisione

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SAN MARCELLO. «Niente di nuovo, nessuna novità. Non so più cosa dire, ciò che avevo da dire l’ho detto. Non so a chi rivolgermi. Non so più cosa fare. Cittadini e conoscenti che incontro mi dicono che ho ragione, ma niente e nessuno si muove». Sono le accorate parole di Silvana Corrieri, madre di Rudy, il giovanissimo figlio che ha perduto, nel 1996, in un incidente stradale.

Silvana e suo marito Valdemaro, all’indomani della decisione del Comune di San Marcello di spengere le lampade votive dei cimiteri dalle 8 del mattino alle 14 avevano scritto, nel 2013, al sindaco e ai consiglieri di minoranza e maggioranza perché rivedessero questa decisione. I coniugi chiedevano che il servizio di luci fosse ripristinato 24 ore al giorno e per tutto l’anno solare, anche perché credono fermamente che la luce non serva a illuminare il giorno o la notte, ma sia per loro strumento necessario a illuminare il buio in cui sono caduti per la mancanza del figlio e la stessa luce rappresenti, simbolicamente, il ricordo nell’anima dei genitori. «Se veramente si vuole risparmiare denaro pubblico si guardi alle luci che rimangono accese in alcune scuole anche nei giorni di festa oppure alla temperatura dei termosifoni nelle strutture pubbliche». A queste accorate parole nessuna concreta risposta. Anzi, dopo 817 giorni c’è un’ulteriore sollecitazione da parte di Roberto Prioreschi, amico dei Corrieri, che scrive all’assessore Sonnj Paccagnini: «Dopo “appena” 817 giorni nessuna risposta da parte delle persone in indirizzo. Sembra che i cittadini contino qualcosa per gli amministratori solo quando pagano. Allucinante… La signora Silvana e il marito Valdemaro mi hanno detto ieri che per capire le cose bisogna provarle».

La successiva risposta dell’assessore, che semplicemente cita il regolamento comunale, non li convince. Dopo aver ricorso al difensore civico della Provincia di Pistoia i coniugi decidono, nel 2015, con l’aiuto di Prioreschi, di rivolgersi al difensore civico della Toscana. Lucia Franchini. Dopo aver esaminata la delibera del consiglio comunale - che stabilisce lo spegnimento parziale delle luci - la dottoressa Franchini risponde in maniera sollecita al sindaco e agli interessati con parole che fanno riflettere: «Il regolamento per l'erogazione del servizio di illuminazione afferma che l'orario di accensione e spegnimento delle lampade votive sarà stabilito dal Comune di San Marcello Pistoiese il quale potrà in ogni momento modificarlo a proprio insindacabile giudizio. Tenuto tuttavia conto della delicatezza e della particolarità del tema di cui stiamo trattando, chiedo cortesemente una nuova valutazione, nelle more delle motivazioni che hanno portato l'amministrazione comunale alla decisione presa, sull'opportunità di ripristinare l'orario di accensione precedentemente stabilito. Certa dell'attenzione che vorrà riservare a questa delicata segnalazione - conclude il difensore civico - confido nel suo competente intervento di sensibilizzazione al problema sollevato, che, se positivamente risolto, certamente non potrà che rafforzare l'indispensabile e proficuo rapporto di fiducia tra cittadino e pubblica amministrazione».

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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