Italia
Guerra dei dehor, il Voronoi riapre senza ombrelloni
Pistoia. il locale ha ottenuto un nulla osta provvisorio per tavoli e sedie dopo la chiusura forzata di 5 giorni
PISTOIA. Sedie e tavoli sì, ma niente ombrellone. Quello non è autorizzato dalla Soprintendenza. Salvo sorprese dell’ultim’ora, riaprirà mercoledì 31 agosto, con un dehor a metà, la ristocaffetteria Voronoi di Daniele Andreotti e Mauro Breschi, in piazza degli Ortaggi. Uno dei locali di riferimento della “movida” giovanile a Pistoia. Apertura che arriva dopo i 5 giorni di “stop forzato” imposto dal Comune di Pistoia, lo scorso venerdì 26 agosto, per non aver rimosso i propri ombrelloni, giudicati troppo ingombranti.
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Dopo le roventi polemiche seguite alla chiusura del Voronoi (con la Confcommercio e molti operatori della Sala apertamente in contrasto con il Comune) si potrà tornare a sedersi in quell’angolo di piazza che per quasi una settimana è rimasto vuoto, ma attenzione al sole. Per quello non ci sarà riparo all’ombra di nessuna copertura. Ombra che, invece, si trova qualche metro più in là, ai tavolini della Taverna Gargantuà, dove lo stesso identico ombrellone (una struttura di sei metri per sei con braccio centrale) contestato al Voronoi rimane aperto giorno e sera.
Un parodosso che fa sgranare gli occhi a molti. Al Gargantuà, infatti, nel dicembre 2015 la concessione del dehor per il 2016 si rinnovò in automatico, mantenendo immutati gli arredi esterni. “Rinnovo in automatico” che, invece, non avvenne per il Voronoi che, insieme ad altri 22 locali del centro storico, si vide recapitare dal Comune il diniego alla concessione di suolo pubblico. E i motivi andavano dal mancato pagamento del Cosap, alla difformità negli arredi dei dehor rispetto al progetto autorizzato.
Un diniego che ha spinto, nel febbraio di quest’anno, Breschi e Andreotti a richiedere al Comune una concessione temporanea, subito ottenuta, e una annuale nel cui progetto di arredi compariva l’ombrellone sei per sei. Oggetto contestato dalla Conferenza dei servizi (organo tecnico che esamina le richieste dei locali) perché la struttura fa storcere il naso alla Soprintendenza. Da qui, l’obbligo per il locale di modificare gli arredi con quattro ombrelloni più piccoli. Un adeguamento mai avvenuto.
E nel corso dei mesi, e dopo la terza sanzione, seguita da richiami e avvisi, è scattata l’ordinanza di chiusura del locale da parte dell’amministrazione.
«Domani mattina (oggi – ndr) andrò in Comune a ritirare l’autorizzazione temporanea al dehor - spiega Daniele Andreotti - Ci hanno concesso l’utilizzo di sedie e tavolini esterni, ma non dell’ombrellone. Quello ormai – ci scherza su – abbiamo capito che non gli piace».
La risposta definitiva sulla concessione annuale del dehor per il locale Voronoi, però, arriverà solo il 7 settembre. Giornata in cui tornerà a riunirsi la Conferenza dei servizi. In ogni caso, gli arredi esterni del ristorante dovranno cambiare. L’ombrellone della discordia di sei metri per sei sarà, infatti, sostituito da quattro ombrelloni tre metri per tre. Cinque giorni di stop, quelli imposti al Voronoi, che sono costati cari ai due imprenditori del comparto Sala in termine di perdita di incassi e che, in ogni caso, li costringeranno ad acquistare nuovi ombrelloni.
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