Sicurezza
Espropri improvvisi, decine i vivai coinvolti
Circa 500 i nomi inclusi nel progetto di Autostrade Spa. Mati (Distretto): necessario distinguere tra le coltivazioni a vasetteria e chi ha piante a terra per gli indennizzi
PISTOIA. Un progetto da 400 milioni di euro e un territorio che, dal punto di vista della infrastrutture stradali, cambierà nettamente assetto. Di contro, la necessità di portare a termine quasi 500 “espropri di terreni per pubblica utilità” nella provincia di Pistoia.
Due facce della stessa medaglia che determineranno, entro il 2018, l’avvio dei lavori per la realizzazione della terza corsia autostradale tra Firenze e Montecatini. E la costruzione del secondo casello autostradale di Pistoia est. Un progetto nato nel 2012, ma che affonda le sue radici nei primi anni 2000. Un intervento necessario per “allargare” quel lungo tratto di corsia autostradale (la A11) che collega Firenze a Pisa, permettendo un migliore scorrimento del traffico a lunga percorrenza, e lungo il quale – chi è abituato a percorrerla, lo sa bene – si ammirano chilometri di terreni coltivati a vivaio. Un progetto che avrà importanti ricadute sul territorio della provincia di Pistoia. Su tutti, la questione degli espropri. E, proprio di questi giorni, la polemica sulla scelta di Autostrade per l’Italia – opzione prevista per legge – di dare comunicazione degli espropri a mezzo stampa, senza informare direttamente i cittadini coinvolti. Circa 500 i pistoiesi interessati dalla realizzazione della terza corsia, che si vedranno “mangiare” da Autostrade per l’Italia pezzi di giardini e terreni confinanti con l’A11. Un centinaio ad Agliana, 300 a Pistoia, quasi 140 a Monsummano e una decina a Pieve a Nievole. Molti di questi sono imprenditori che operano nel settore florovivaistico, ma anche proprietà della Diocesi e un terreno della campionessa di sci Celina Seghi. «Io l’ho letto sul giornale» commenta Francesco Mati, vivaista e presidente del Distretto florovivaistico di Pistoia. «Ero a conoscenza del progetto, perché se ne parla da anni, ma all’azienda non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale».
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«Ben venga la realizzazione del secondo casello autostradale, senza dubbio necessario per alleggerire i flussi di traffico da e verso Pistoia, e migliorerà anche i collegamenti con i vivai dell’aerea – prosegue Mati. Però sulla questione degli espropri bisognerà fare un ragionamento nel merito, e caso per caso. Fondamentale, nel caso delle aziende vivaistiche, distinguere tra quelle che possiedono terreni per la vasetteria e quelli che, invece, lavorano con piante a terra». Diversi, infatti, i costi e le modalità di intervento per la rimozione delle piante e degli impianti (da quelli per l’irrigazione, a quelli per la raccolta delle acque). «Bisognerà poi capire come saranno valutati gli indennizzi. Auspicabile che si faccia riferimento al loro valore di mercato, e non ai parametri di valutazione dei terreni agricoli».
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Sulla stessa lunghezza d’onda, anche Marco Cappellini, direttore della Giorgio Tesi Group. Favorevole alla realizzazione delle opere infrastrutturali, critica però le modalità di comunicazione di Autostrade per l’Italia. «Con tutto il tempo che hanno avuto, dare comunicazione ufficiale sul sito del Comune il 5 agosto e lasciare il tempo fino al 19 settembre per presentare le osservazioni, mi sembra quanto mai discutibile. I nostri tecnici, comunque, sono già al lavoro per le dovute verifiche». Più amareggiato Pietro Barni, titolare dello storico vivaio “Rose Barni”, che si vedrà espropriare gran parte dei terreni. «Ho paura che verremo fortemente danneggiati, ma prima di esprimermi voglio capire meglio cosa accadrà».
Ecco l'elenco completo dei proprietari che verranno espropriati dalla Società autostrade, divisi per comune.
espropriazioni by f_calamati5332 on Scribd
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