Il Tirreno

Pistoia

Provincia, viaggio decisivo a Roma

Nell’incontro con il governo il presidente Vanni chiederà quanti fondi saranno destinati a Pistoia

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PISTOIA. È una tabella di marcia densa di appuntamenti quella che si prospetta per il presidente della Provincia Rinaldo Vanni. Prima l’incontro con i sindaci del territorio, poi il confronto tra Governo e presidenti delle Province italiane per far fronte alla complicata situazione in cui molte di queste versano, a seguito della riforma Delrio. La prossima settimana, nell’agenda di Vanni, è previsto un incontro con la delegazione dei sette sindaci del territorio provinciale - resisi disponibili per quella che fu definita, ai primi di agosto, la “missione romana” – per decidere come portare al Governo le istanze dell’ente di piazza San Leone. Le cui casse, in profondo rosso, registrano un ammanco di otto milioni di euro.

Un “dissesto indotto” dallo Stato, come più volte affermato dallo stesso presidente Vanni, generato dal meccanismo per cui il Governo si appropria in modo diretto delle imposte riscosse dalla Provincia. Ma l’appuntamento centrale è quello del prossimo 15 settembre, quando Vanni sarà a Roma per un confronto con il Governo. In quell’occasione sarà deciso se e quale somma sarà destinata alla Provincia di Pistoia per risanarne le smagrite casse. E se la cifra dovesse essere sufficiente a ripianare il buco di otto milioni, sarà anche possibile approvare la chiusura del bilancio preventivo 2016, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 luglio scorso.

La corsa di Vanni sarà a ottenere buona parte di quei 148 milioni di euro a livello nazionale, previsti nell’emendamento all’ultimo decreto enti locali approvato dal Governo. Cento milioni destinati a coprire gli interventi di somma urgenza sulle strade provinciali e 48 da ripartire tra le Province in maggiore difficoltà, tra cui Pistoia. Risorse che, se permettessero di chiudere il bilancio, sbloccherebbero anche quei 520.000 euro, già preventivati, da usare per gli interventi primari di messa in sicurezza degli edifici scolastici superiori. Tra questi, il liceo artistico Petrocchi, l’istituto tecnico tecnologico Fedi-Fermi e l'istituto agrario Barone de Franceschi. Diversi i problemi che, da molto tempo, sono stati segnalati dai dirigenti scolastici. La sostituzione degli infissi al Petrocchi, la riapertura di quattro laboratori al Fedi-Fermi inagibili per infiltrazioni e la sistemazione della facciate a rischio caduta di detriti, il ripristino del dispositivo di apertura e chiusura del cancello d'ingresso al Barone de Franceschi, così come la messa in sicurezza della copertura del tetto dell'edificio.

Valentina Vettori

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