Sicurezza
Al liceo Petrocchi i problemi di sempre: mancano le aule
Pistoia, i circa novecento studenti saranno dislocati in tre strutture La preside Pastacaldi: «Nonostante le promesse nulla è cambiato»
PISTOIA. Spazi insufficienti, interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione sugli edifici ridotti all’osso, e, in alcuni casi, anche mancanza di banchi e sedie. È questa la situazione in cui versano numerosi istituti superiori del comune di Pistoia nei quali, il 15 settembre prossimo, risuonerà la prima campanella a scandire l’avvio del nuovo anno scolastico. E a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, è il liceo artistico Petrocchi, a cui continuano a mancare spazi per accogliere gli oltre novecento studenti. «Ci risiamo», verrebbe da dire. Perché, ormai da anni, la situazione che si trovano ad affrontare dirigenti, studenti e professori è sul filo del rasoio. E se non fosse che la situazione si fa sempre più critica, la cosa avrebbe anche del comico.
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Da ridere, però, c’è ben poco visto che in ballo ci sono sicurezza e diritto a studiare in edifici consoni. Ma, a poco più di tre settimane dal suono della prima campanella, la condizione di alcune scuole superiori – la cui gestione è ancora nelle mani della Provincia, che non ha più risorse da investire – rischia di essere più grave del previsto. Ancora nell’occhio del ciclone, appunto, il liceo artistico Petrocchi, guidato dalla dirigente Elisabetta Pastacaldi, che, come di consueto, si trova a dover fare i conti con una sede centrale troppo piccola e il periodico rimpallo di succursali distaccate.
Una trottola che costringe a spostare studenti e insegnanti da una sede all’altra, senza che possa essere trovata una soluzione definitiva. Attualmente, la scuola conta addirittura una classe in più rispetto allo scorso anno, con gli studenti che saranno dislocati in tre strutture. Quella “storica” di via San Pietro, quella messa a disposizione dall’istituto Fedi-Fermi di viale Adua e quella di Quarrata. Tripartizione che impedisce agli studenti di poter utilizzare in modo consono i numerosi laboratori. Negli anni sono state molteplici le possibilità vagliate per trasferire la scuola. Dalla proposta di un’area all’interno dell'ex ospedale del Ceppo, a quella nell’edificio Bolognini. Opzioni tutte accantonate.
«Ogni anno la stessa storia – commenta Pastacaldi - Siamo in attesa di risposte dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni, ma ancora niente. Il confronto e la collaborazione sono stati costanti in questi anni, ma purtroppo niente è cambiato».
«Dispiace, e non poco - prosegue la dirigente – perché si tratta di una scuola prestigiosa che di anno in anno raccoglie sempre più iscrizioni (nonostante, dal 2014, sia stato eliminato anche l’orientamento scolastico per contenere il numero degli studenti – ndr). Ma sono fiduciosa e rinnovo la mia collaborazione al presidente Vanni».
Quella dell'assenza di spazi, però, non è l'unica piaga del liceo Petrocchi. Gli interventi urgenti richiederebbero anche la sostituzione degli infissi - gli allagamenti di aule e presidenza sono all'ordine del giorno - e lavori sull'impianto elettrico. Così come il cortile interno della sede centrale, da tempo inagibile per gli studenti.
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