Il Tirreno

Pistoia

La siringa accanto ai giochi: centro di spaccio nel parco

Beatrice Faragli
Il giaciglio allestito sotto uno dei giochi del parco Ilaria Alpi (foto Lorenzo Gori)
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Il giaciglio allestito sotto uno dei giochi del parco Ilaria Alpi (foto Lorenzo Gori)

Nel giardino “Ilaria Alpi” di viale Arcadia a Pistoia tutti i giorni un viavai sospetto. «Ultimamente i traffici sono aumentati, gli spacciatori vengono qui da Prato»

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PISTOIA. Una siringa insanguinata vicino all’altalena. A pochi metri, un letto di gomma piuma infilato sotto quello che dovrebbe essere uno scivolo. E ancora: involucri vuoti di droga e confezioni di siringhe sparse per terra, nel pezzo di verde pistoiese tenuto sotto scacco da tossici e spacciatori.

Il giardino pubblico lungo viale Arcadia è diventato uno dei centri dello spaccio di eroina a Pistoia. Di più: è all’interno del parco che viene consumata la droga appena acquistata. I cappucci degli aghi, le confezioni delle siringhe e gli involucri sono dappertutto. Una distesa di resti che racconta ciò che avviene tutti i giorni nel piccolo parco comunale su cui si affacciano le case di via dei Giardini. E mentre le macchine passano dal viale Arcadia, gli spacciatori fanno i propri comodi sotto l'ombra delle siepi. Fanno affari, quelli che prima - sostiene chi conosce a menadito la zona - facevano a Prato.

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«Sono spuntati dopo il servizio delle Iene (la trasmissione di Italia Uno, ndr) sullo spaccio nel centro storico pratese». Si sono spostati a Pistoia. Così ci racconta chi è costretto a convivere ogni giorno con siringhe, bivacchi e risse.

La situazione è sotto gli occhi di tutti. All’una di ieri - in pieno giorno - nel giardino “Ilaria Alpi” c’era un via vai di gente tra clienti e spacciatori. «Gli involucri li tengono in bocca», oppure nascosti tra le siepi. Ci guardano attenti e dopo dieci minuti tagliano tutti la corda. Nel giardino, poco distante dai giochi per i bimbi, troviamo una siringa sporca di sangue. Accanto c'è una busta della farmacia con all’interno una scatola vuota di siringhe. Nell’area per i cani inoltre, ci sono cartine ovunque: quelle usate come involucro per la droga. E sotto la casetta tinta di giallo e azzurro c’è un letto di fortuna.

Il gioco in legno dovrebbe essere di proprietà dei bambini: gli unici ad avere il diritto, a colpi di fantasia, di trasformarlo in una nave dei pirati prima di fiondarsi giù dallo scivolo. Invece, sotto a questa oasi per i piccoli, da un mese è spuntato un dormitorio-discarica. Un “salotto” di gomma piuma, immondizia e, poco più in là, sedie rotte.

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«Avete trovato solo una siringa?» ci chiedono mentre siamo nel giardino. «Una non è niente, di solito ce ne sono molte di più». Tutti quelli che da tempo sono testimoni dello spaccio nel parco, prima di parlare vogliono la garanzia che non ci saranno nomi sul giornale. Hanno paura delle conseguenze. Però ci tengono a denunciare quella vergogna pistoiese che va in scena non solo tra scivoli e altalene, ma anche a pochi metri dal campetto di basket. «La sera - chiosano - i vigili fanno i controlli per gli schiamazzi dei gruppetti di giovani che dopo le undici giocano a pallacanestro. Dovrebbero pensare agli spacciatori e non a rovinare gli ultimi divertimenti che ancora restano».

Come detto, non è stata risparmiata neanche l’area recintata per i cani, dove ci sono molti involucri vuoti abbandonati per terra.

Gli spacciatori di eroina - ripetono i testimoni - sono i nigeriani arrivati da Prato, dopo lo scoppio del caso mediatico sullo spaccio in centro. Non sono solo nel giardino “Ilaria Alpi”. Hanno infatti trovato terreno fertile in altre zone di Pistoia. «Usano anche il giardino in fondo a via Brana», in via del Torrente.

Qui i resti raccontano un po’ meno di quanto facciano nell’area lungo viale Arcadia. Non ci sono siringhe, ma la sporcizia abbandonata nel pezzo più nascosto del giardino dà ragione ai cittadini.

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