Toscana
Non calano i pazienti in fuga da Pistoia
Sono oltre 13.600 i pistoiesi che in un anno si sono fatti ricoverare fuori provincia, 3.500 soltanto a Careggi
PISTOIA. I malati con la valigia continuano ad essere tanti a Pistoia e provincia. La fotografia più aggiornata del fenomeno delle cosiddette “fughe” l’ha scattata la Relazione sanitaria 2015 dell’Asl 3, disponibile da qualche giorno sul sito web dell’Asl Toscana Centro insieme alle relazioni delle altre ex Asl (Empoli, Prato e Firenze) che si sono riunite all’inizio dell’anno nella nuova entità sanitaria di area vasta.La Relazione sanitaria fa il punto – a suon di cifre – sull’andamento dei servizi sanitari e delle condizioni di salute della popolazione. E in attesa di avere un elaborato che riguarda tutta la maxi-Asl Toscana Centro, ecco che il direttore generale Paolo Morello ha approvato le quattro relazioni sanitarie delle ex Asl.
Nelle 90 e passa pagine di quella sulla sanità pistoiese c’è anche una parte legata alla “mobilità sanitaria”, sia quella attiva (cioè cittadini che dal resto della Toscana vengono a ricoverarsi a Pistoia e in Valdinievole) sia quella passiva (cioè le cosiddette “fughe”, appunto). Ebbene, la notizia è che nel 2015 i ricoveri di pistoiesi al di fuori dei confini dell’Asl 3 sono stati 13.630, cifra praticamente identica a quella dell’anno prima (13.628). Nel dettaglio sono di poco in calo i ricoveri all’ospedale fiorentino di Careggi (in totale rimangono 2.478) e in flessione un po’ più robusta quelli all’ospedale pediatrico Meyer. Viceversa, aumentano in modo consistente (5%) i ricoveri in ospedali dell’area vasta centrale, cioè in particolare Empoli e Prato. E se i ricoveri pistoiesi a Careggi (che comunque è un polo ospedaliero universitario) o al Meyer (che è un ospedale specializzato di livello nazionale) possono in parte essere spiegati con l’esigenza di ricevere trattamenti sanitari particolarmente specializzati, il ricovero a Prato o a Empoli – ospedali in linea teorica della stessa rilevanza di quello di Pistoia, se non di quello di Pescia – rappresentano indubbiamente un problema.
Tanto più che l’apertura del nuovo ospedale di Lucca – come spiega la Relazione sanitaria stessa – ha frenato i viaggi dei lucchesi a Pistoia e a Pescia, proprio come la Regione spera. Ma questa capacità di attrazione del nuovo nosocomio a Pistoia pare farsi sentire in modo (ancora?) insufficiente.
Il problema delle “fughe”, soprattutto come segnale di scarsa fiducia della popolazione nei confronti della sanità locale, rimane comunque una priorità da affrontare per l’Asl. La speranza è che alcuni nuovi provvedimenti, come la creazione dei posti letto per le cure intermedie, possano servire a migliorare l’efficienza e la capacità di attrazione della sanità pistoiese.
Fabio Calamati
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