Il Tirreno

Pistoia

Degrado all’ex centro sociale

Degrado all’ex centro sociale

Dopo la chiusura dell’Aquilone l’area è costellata di rifiuti e siringhe abbandonate

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PISTOIA. Gli autobus che passano ogni mezz'ora, migliaia di automobili dalla mattina alla sera, i bambini che adesso che le scuole sono chiuse corrono con le loro biciclette o si ritrovano lungo via Fiorentina per andare a casa di amici.

Tutto scorre nella normalità nel centro di Bottegone, una delle frazioni più popolose del comune di Pistoia. Eppure a poche decine di metri dalla storica “La Capannina” e a due passi dal distretto della Asl il degrado e l'incuria preoccupano e fanno paura ai cittadini che abitano in quella zona. Perché, anche se via Fiorentina è storicamente una delle arterie stradali più trafficate della provincia, non fa da deterrente nemmeno lo scorrere continuo delle auto a chi cerca di appartarsi per lo spaccio o per danneggiare strutture esistenti.

Tutta questa situazione di degrado la ritroviamo in quei locali che, fino a pochi mesi fa, ospitavano il centro socio-educativo di Bottegone “L’Aquilone” ed il punto lettura “Gioco Libro”: un ritrovo per chi aveva maggiormente bisogno di una assistenza allo studio nei pomeriggi e si ritrovava in famiglia situazioni complesse.

Da più di un anno a questa parte la struttura è stata chiusa e quando, da inizio 2016, anche la locale Misericordia ha salutato la vecchia sede che era al numero civico adiacente al centro per trasferirsi vicino nei pressi dell'istituto comprensivo “Martin Luther King”, tutto sta andando in malora.

Basta affacciarsi di pochi centimetri oltre la rete ed il muretto di recinzione, in parte divelto, e si vede incuria, sporcizia e soprattutto siringhe, così come se niente fosse in un posto dove passano bambini ed anziani oltre ai numerosi utenti che usufruiscono del distretto sanitario. Non solo: gli infissi sono stati danneggiati, un vetro è stato rotto e sostanzialmente i locali sono aperti e vi si può entrare tranquillamente, basta solo saltare la persiana e si è dentro. Questo potrebbe far presagire che il centro “L'Aquilone” sia diventato anche un dormitorio per qualche sbandato o senzatetto.

Una situazione che preoccupa, e non poco, i residenti della zona che hanno provato a far sentire la propria voce alle istituzioni ma per il momento senza ricevere risposte concrete sul recupero di quell’area. Perché una situazione del genere non potrà essere tollerata ancora a lungo.

Saverio Melegari

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