Attenzione
Addio a Pacini, primattore del comparto del mobile
Prima dipendente e poi socio di Bardi, a Quarrata, è stato vicepresidente di Confindustria Pistoia
PISTOIA. «Con Marco Pacini se ne va, purtroppo troppo presto, un altro attore del comparto del mobile di Quarrata; uno di quelli che hanno raccolto il testimone dei primi illuminati pionieri, che fecero uscire la produzione del tappezzato dagli stanzoni posti sotto casa, e le dettero la configurazione attuale. Fra questo Bardi, il fondatore dell'azienda attuale». Così Federica Landucci, presidente provinciale di Confindustria ricorda e saluta Marco Pacini, morto all’età di 69 anni nella notte di giovedì 18 agosto a Prato, sua città natale.
Il nome di Pacini è legato a Prato, ma anche a Pistoia e, soprattutto, Quarrata. È stato vicepresidente di Confindustria Pistoia ai tempi della presidenza Oriana, circa 12 anni fa. E anche presidente del Consorzio Casa Toscana, un’esperienza che per nove anni vide il consorzio Pmi di Quarrata, il Polo scientifico e tecnologico di Navacchio e il Centro sperimentale del mobile di Poggibonsi impegnati a cercare di dare sostegno alle imprese del mobile, concentrando i servizi in un’unica struttura. Esperienza venuta meno dopo nove anni, con Pacini che si trovò a gestirne la fine, mentre i rapporti tra i distretti del mobile si erano già incrinati e la crisi globale era in pieno corso. Lo fece alla sua maniera, con la serietà e il rigore che tutti - dalle istituzioni ai colleghi - gli hanno sempre riconosciuto.
Ma il suo nome è legato a doppio filo, e lo è stato per oltre 30 anni, in primo luogo al mobilificio Bardi. Due mesi fa la famiglia Bardi ha siglato un accordo coi sindacati per un anno di cassa integrazione straordinaria per i 130 dipendenti, con esodi incentivati alla mobilità. Ma dagli anni ’70 fino ai primi anni del nuovo secolo Bardi è stato un punto di riferimento a Quarrata. E Pacini, che da dipendente ne era diventato direttore commerciale e poi socio, insieme ai tre fratelli Bardi (l’azienda era stata fondata dal capostipite, Gino) ha aperto il mobile di Quarrata a nuovi mercati. «Introducendo professionalità moderne - spiega Federica Landucci -, favorendo e rafforzando l'industrializzazione del settore».
Di Confindustria Pistoia Marco Pacini fu, per breve tempo, vice presidente: «Gli impegni di azienda che lo portavano spesso all'estero lo indussero a non accettare di nuovo la carica alla sua prima scadenza. Ma ricordiamo la sua serietà nell'affrontare gli incarichi di rappresentanza che di volta in volta gli veniva richiesto di assumere: aldilà del suo carattere schivo che lo portavano a sfuggire ai riflettori».
Pacini lascia la moglie Maria Teresa Passini, la figlia Benedetta, e una nipotina. «Adorava la sua famiglia e il suo lavoro - dice commossa la moglie Maria Teresa - Nonostante gli impegni pressanti, è riuscito a non farci mancare mai la sua presenza». Il funerale sabato 20 agosto alle 10, nella chiesa della Sacra Famiglia di Prato.
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