Lutto
«Videosorveglianza negli asili e nella Rsa»
SERRAVALLE. Videocamere di sorveglianza negli asili e nella Rsa. Le chiede, per il territorio di Serravalle Pistoiese, la consigliera di FdI-An Elena Bardelli. La mozione sarà discussa nel prossimo...
SERRAVALLE. Videocamere di sorveglianza negli asili e nella Rsa. Le chiede, per il territorio di Serravalle Pistoiese, la consigliera di FdI-An Elena Bardelli.
La mozione sarà discussa nel prossimo consiglio comunale. «In seguito ai reiterati episodi di maltrattamenti e sevizie ai danni di minori e anziani -che hanno riguardato purtroppo da vicino il nostro territorio- ho appena depositato in Comune una mozione a favore dell'introduzione di un sistema integrato di videosorveglianza nella Rsa, negli asili nido e nelle scuole materne presenti a Serravalle Pistoiese. Non si tratta sicuramente della soluzione al problema, che va affrontato a monte -a livello antropologico e culturale- e prevenuto, ma sicuramente si vuole offrire una misura per limitare la violenza sulle persone deboli e indifese, di cui la società e le istituzioni sono chiamate in particolar modo a farsi carico. Considerando che il benessere e la sicurezza dei minori, dei malati e degli anziani sono prioritari rispetto al divieto di videosorveglianza nei luoghi di lavoro imposto dallo Statuto dei lavoratori, e che comunque occorre rispettare la normativa in materia di tutela della privacy, che impedisce la diffusione delle immagini via web, la mozione impegna il sindaco e la giunta a realizzare in tutti gli asili nido di competenza comunale un sistema integrato di videosorveglianza con la facoltà di consultazione diretta dei genitori in una sala di regia nell'Istituto o negli istituti di riferimento; e a sollecitare le autorità scolastiche e sanitarie competenti affinché una simile rete di videosorveglianza possa essere installata con le stesse modalità nelle scuole materne di competenza statale e nella Rsa. L'installazione delle telecamere - conclude Bardelli - potrebbe essere utilizzata anche in senso contrario, ossia per scagionare educatori e operatori sanitari nel caso in cui questi siano accusati ingiustamente di abusi e violenze».
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