Italia
In 30 protestano in piazza
Nel mirino il vitto ma anche i tempi lunghi. Con i cartelli sotto la prefettura
PISTOIA. Protesta dei richiedenti asilo ospitati all'albergo Arcobaleno di Sammommè. Un gruppo composto da una trentina di migranti si è fermato, intorno alle 10 di ieri, davanti alla prefettura, in piazza Duomo. Hanno chiesto un incontro col prefetto Angelo Ciuni, mentre polizia e carabinieri monitoravano la situazione.
"Non c'è buono mangiare, anche acqua", "Sofriamo tanto", "Siamo in Italia da mesi, vi prego, abbiamo bisogno residenza", e altri i cartelli esposti a braccia larghe dal gruppo di giovani per esprimere rabbia e frustrazione. Due operatori della cooperativa Arké, che gestisce per il consorzio Co & So la prima accoglienza dei migranti, li hanno convinti dopo alcuni minuti a recarsi nella sede della coop, in via Antonelli, per un confronto sui problemi emersi."Abbiamo fatto loro presente più volte - dicono gli operatori - che non è questo il modo di gestire la situazione".
Comprendersi non è facile. Da una parte c'è la frustrazione, comprensibile, dei migranti, che vedono dilatarsi i tempi per la valutazione sulla richiesta d'asilo. A causa del gran numero di persone arrivate in Toscana negli ultimi due anni, infatti, il tempo medio di attesa è passato da 60 giorni a 9 mesi. Ma a volte le proteste sembrano puerili. Due dei motivi scatenanti della nuova protesta sarebbero infatti alcune susine ammaccate sul fondo di una cassetta e un televisore non funzionante.
Dopo il sit-in in piazza del Duomo, il gruppo, si è dunque recato nella sede di Arké in via Antonelli. La polizia ha seguito i migranti lungo il percorso che li ha portati alla sede di Arké, dove sono giunti intorno alle 11. E’ iniziato subito il confronto con gli operatori che hanno avuto modo di ascoltare e rispondere ai richiedenti asilo, prendendo nota delle richieste, in vista del prossimo 7 settembre. Per questo giorno è infatti stato fissato un nuovo incontro a Sammommé, in cui il personale della cooperativa si confronterà con gli ospiti dell’albergo portando alcune soluzioni. La riunione si è svolta in francese e in inglese con numerosi e ordinati interventi da parte dei migranti, che hanno lasciato la parola ad alcuni portavoce del gruppo. Lunghe ed articolate le risposte degli operatori di Arké, che hanno dato numerose spiegazioni e indicazioni ai giovani.
E intanto arrivano nuovi profughi. È da pochissimi giorni che nella Valle del Reno, proprio a tre chilometri da Le Piastre sono arrivati 24 nuovi profughi, gestiti dalla Cooperativa Incontro di Pistoia (che assieme ad Arkè formano il Consorzio Co&So). I nuovi arrivi, tutti uomini con età che va dai 22 ai 30 massimo, risiedono in una struttura messa a disposizione da un privato.
«Per il momento sono 24-ha spiegato il referente del Gruppo Incontro, Tiberio Favagrossa- per il futuro bisognerà capire le disposizioni della PrefetturaLa struttura è stata messa a disposizione da un privato e per loro seguiamo sempre il progetto, già intrapreso con quelli de le Piastre, di massima integrazione. Favagrossa assicura che tutti hanno superato le visite mediche necessarie e sono provvisti dei permessi temporanei. «Inizieranno i corsi di italiano e proseguiranno seguendo anche progetti mirati per un'integrazione con la popolazione. L'esempio passato con la popolazione de Le Piastre sembra un buon esempio».
Invece proprio da Le Piastre si è già levata una voce di protesta. La Pro loco guidata da Lorenzo Corsini ha segnalato che le Piastre è una frazioneche conta meno di 100 abitanti. Una quarantina (di profughi, ndr) in loco e 24 lontani dal centro appena 3 chilometri sembrano tanti. "Non era certo questa l'idea di ripopolamento della montagna che la Pro Loco 'Alta Valle del Reno' aveva auspicato-si legge nel testo-e richiesto come impegno politico al Comune di Pistoia. Naturalmente gli abitanti sono stati tenuti all'oscuro di tutto ciò, anzi, la struttura di accoglienza in questione era stata presentata come un agriturismo e quindi una bella opportunità turistica. In occasione del primo insediamento il paese di Le Piastre si è mostrato accogliente e disponibile verso i profughi e con le cooperative ma ha ricevuto tutto questo come ringraziamento. Come sempre il profitto supera la lealtà".
Tiziana Gori
Carlo Bardini
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