La manifestazione
Vandali contro l’opera di Pacelli
L’esasperazione dell’artista: «Posso anche donarla a un altro Comune». L’amarezza dell’Anpi
MARESCA. Distrutte tre braccia delle figure femminili che compongono l'opera di Germano Pacelli, "Omaggio alla solidarietà". L'atto di vandalismo è stato consumato a Maresca, nella notte tra sabato e domenica, da ignoti. Germano Pacelli, scultore e pittore marescano, si dice stanco ed è disposto a portare alcuni suoi lavori in lucchesia e a Marzabotto.
Sembra proprio che questa statua, eseguita su un piano di ferro e recante 8 statue in muratura che ricordano un episodio vissuto direttamente dall'autore assieme ad altri nel 1944 in Lucchesia, non sia nata sotto una buona luce.
Posizionata sul marciapiede a lato della chiesa di Maresca, (di proprietà della parrocchia), lo scorso 26 settembre, in occasione del 71° anniversario della liberazione della montagna pistoiese dal nazifascismo, la statua, che ricorda un atto di solidarietà, è stata da subito oggetto di discussione in paese per trovarle una corretta collocazione, visto che la parrocchia aveva da sempre sostenuto che in quella postazione poteva stare solo per un po', in attesa di trovare un altro luogo.
Poi è seguita una raccolta di firme per testare la volontà della popolazione. Adesso l'atto di vandalismo. Solidarietà a Germano Pacelli arriva da Rita Monari, presidente Anpi della sezione montana. «Questo -afferma Monari - è sicuramente un atto di vigliaccheria e spero che si riesca a fare chiarezza. Un duro colpo sia all'opera ma anche per lo stesso autore, che si sente davvero distrutto».
«Come ogni mattina - spiega Pacelli - sono andato ad aprire la mia mostra e non mi sono accorto di nulla. Più tardi sono andato alla fontana pubblica per pulire un vasetto dalle tinte e una persona mi ha fato notare l'accaduto.
Ho chiamato subito i carabinieri che sono venuti a vedere ma ancora non ho sporto denuncia. Sono davvero stanco e credo che debbano essere i marescani ad esprimersi in tal senso. Magari la denuncia può partire anche dalla Pro loco».
Poi Germano Pacelli spiega. «Chiunque sia stato deve aver usato un martello pesante. Le figure sono fatte di una lega resistente di cemento e con un'armatura in ferro. Non è facile con un colpetto fare un danno simile. Chi lo ha fatto ha compiuto solo un atto di vigliaccheria. Forse voleva andare sul giornale».
A questo punto Germano Pacelli dovrà rimboccarsi le maniche e pensare al restauro. «Non so se lo vorrò fare - dice - perchè comporta almeno due o tre mesi di lavoro. La parte più difficile è ricostruire le mani e poi devo aspettare che sia meno caldo. Ma anche per questo vorrei sapere se i marescani lo desiderano e se anche gli enti e la parrocchia. Da loro aspetto una risposta ormai da un mese su cosa fare della statua per trovarle una nuova collocazione».
Poi lo sfogo. «Se proprio non la vogliono - afferma - la restauro e la dono al paese di Montefegatesi, nella Lucchesia, dove avvenne l'atto di solidarietà. Anche un'altra che giace abbandonata e che ricorda le stragi naziste, la potrei dare al Comune di Marzabotto».
Carlo Bardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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