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Pistoia

«Fitofarmaci, giusti i controlli ma si lasci lavorare i vivaisti»

«Fitofarmaci, giusti i controlli ma si lasci lavorare i vivaisti»

Mati (Distretto vivaistico): ispezioni anche tutte le settimane Da rivedere le norme sullo stoccaggio e smaltimento

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PISTOIA. «Giusto che vengano fatti i controlli. Altrettanto necessario sarebbe un aggiornamento delle regole per lo stoccaggio e lo smaltimento dei fitofarmaci». Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese, non sminuisce né enfatizza i numeri del Corpo forestale (34 sanzioni amministrative, 3 denunce penali in tre mesi per violazione delle normative sui rifiuti e sui fitofarmaci). Evidenzia che «una trentina di multe su 1.300 aziende sono una percentuale risicata».

È altrettanto evidente, afferma, che «i controlli sono aumentati». E le multe sono frutto dei maggior controlli. Mati si lascia andare a una premessa: «In Italia ci sono milioni di politici, allenatori, ora botanici ed esperti di diserbanti. Se vuoi generare confusione dai ascolto a tutti quelli che parlano. Se un ambientalista o comunque un non addetto fa una sparata sui giornali e sui social media in merito ai fitofarmaci mi sembra evidente che a un certo punto le forze preposte al controllo aumentino le verifiche. E se non rispetti al decimo di millesimo le regole scatta il penale».

Cosa vorrebbe dire, che c’è un accanimento eccessivo nei confronti dei vivaisti? «È giusto che vengano fatti i controlli - risponde Mati - Allo stesso tempo dovremmo essere messi in grado di gestire al meglio lo stoccaggio e lo smaltimento dei prodotti. Quando una cosa è complessa, è facile sbagliare. Il Roundup (diserbante fogliare, ndr), odiato dagli ambientalisti, era stato prima inserito tra i prodotti da non usare più, poi rimesso nella lista. Due giorni fa un decreto ministeriale ha stabilito nuovamente che in Italia non può più essere usato. Come ci dobbiamo attrezzare per la profilassi? Le normative in materia di conservazione e smaltimento dei fitofarmaci hanno urgente bisogno di essere aggiornate».

I controlli sono aumentati, è innegabile. «Capita molto spesso che, appena ci vedono fare un trattamento, il vicino di casa chiami le guardie forestali, o la Municipale, allarmato». Una diffidenza figlia, secondo le associazioni ambientaliste e i comitati sorti in questi anni, di dati che attestano la pericolosità per la salute di alcuni prodotti, in testa il Gliphosate. Una paura figlia (anche) della non conoscenza secondo il presidente del Distretto, che conclude: «Ci sono aziende controllate una volta a settimana. Quando devi mettere a disposizione una persona per mostrare documenti e prodotti una o più volte la settimana il lavoro ne risente. C’è da trovare un giusto equilibrio tra la necessità di far rispettare le regole e il lavoro delle aziende».

Tiziana Gori

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