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«Non più di venti profughi ad Abetone»

«Non più di venti profughi ad Abetone»

Categorico Giampiero Danti: sono troppi in relazione ai residenti. Ci sono Comuni in provincia che non ne ospitano alcuno

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ABETONE. «Come amministrazione comunale si insisterà in tutte le forme lecite per poter ridurre il numero degli immigranti ad Abetone». È davvero certo di perseguire questa strada il sindaco di Abetone Giampiero Danti, perché un carico di profughi così elevato, (per l'esattezza sono 54 e tutti residenti all'ex recidence La Riva, ndr) la patria di Zeno Colò «non lo può più sopportare».

Soprattutto alla luce di alcuni episodi recenti collegati agli stessi richiedenti asilo. Prima l'aggressione di un ospite nei confronti di uno del personale della Misericordia che li gestisce. Poi una dimostrazione occupando la statale 12. Ultimo, alcuni giorni fa, quando alcuni ospiti, arrivati nel palazzo comunale, volevano la carta d'identità. «Sono deciso ad insistere - spiega Danti - per ridurre il numero dei profughi nel nostro Comune, 54 sono davvero troppi e ne ho già parlato con il prefetto. Sono disposto a percorrere tutte le strade possibili per averne meno. Non posso accettare più un carico così pesante di richiedenti asilo. Noi siamo appena 700 abitanti e ne toccherebbe un numero bassissimo in base alle norme che regolano l'afflusso. Posso accettare un massimo di 20, che è anche oltre, ma poi basta. Ci sono Comuni nella provincia che non ne hanno o se l'hanno sono una cifra esigua in base alla popolazione. Non è una condizione giusta».

Poi precisa. «Nei prossimi giorni farò anche visita alla struttura che li ospita». Intanto su alcuni profughi presenti all'Abetone - i 40 che hanno dimostrato lungo la statale - sono in corso delle indagini da parte di carabinieri. «Non è così facile mandarli via da una sede -spiega Federico Bonechi, il responsabile della Misericordia che gestisce l'accoglienza ad Abetone - Preciso che intanto ci sono in corso delle indagini da parte dei carabinieri ed il Prefetto sta valutando la situazione attuale, per capire se emergono dalle indagini le condizioni per alcuni allontanamenti».

«Relativamente alla richiesta della carta d'identità - afferma Bonechi - c'è una legge precisa che dà loro diritto a richiedere questo documento dopo 90 giorni di permanenza. Questo non vuol dire che sia automatico. Seguiranno accertamenti d'obbligo anche da parte del Comune. Purtroppo ora ad Abetone si è venuta a creare una situazione di stallo, per l'episodio dell'aggressione e la protesta di alcuni ospiti sulla statale. Prima nessuno si è mai fatto vivo. Addirittura alcuni giorni prima dell'aggressione parlavo con Danti per impiegare parte dei profughi in lavori di manutenzione in vista dell'inverno».

Carlo Bardini

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