La protesta
Inceneritore, entro fine anno il piano per la nuova gestione
MONTALE. Pochi giorni fa su un quotidiano locale era circolata la notizia di un debito del Cis di circa 7 milioni di euro nei confronti di Ladurner, l’azienda che gestisce l’inceneritore. A sollevare...
MONTALE. Pochi giorni fa su un quotidiano locale era circolata la notizia di un debito del Cis di circa 7 milioni di euro nei confronti di Ladurner, l’azienda che gestisce l’inceneritore. A sollevare la questione era stato il consigliere montalese di centrodestra Alberto Fedi, che giustificava in questo modo la scelta del Cis di prorogare per un ulteriore anno la gestione dell’impianto da parte di Ladurner. Dello stesso parere, anche i 5 Stelle di Agliana che, in un comunicato stampa, si sono detti dubbiosi riguardo alle motivazioni offerte dal sindaco Mangoni che volevano attribuire la proroga alla necessità di creare “i tempi tecnici per incamerare personale qualificato per gestire l'incerenitore”. Così si legge nel comunicato.
Deciso a mantenere un basso profilo per non alimentare le polemiche, il presidente del Cis Edoardo Franceschi ha infine deciso di intervenire nella discussione per chiarire alcuni punti della contesa. «Chi parla di un debito di 7 milioni di euro, evidentemente non è così informato. In una tale cifra, mi pare di capire, deve essere stato conteggiato anche il contenzioso che abbiamo in atto con Ladurner ma che, fin quando gli organi competenti non si saranno espressi, non potrà essere attribuito a nessuno. Inoltre gli autori di queste dichiarazioni dimenticano che il Cis, a fronte dei debiti, fra l’altro in calo, può vantare anche numerosi crediti». La decisione di prorogare la gestione di Ladurner per il 2017, spiega Franceschi, nasce da un preciso indirizzo dettato dai tre Comuni proprietari dell’impianto.
«Entro la fine di quest’anno, a seguito della richiesta dei sindaci di Montale, Agliana e Quarrata – avverte il presidente del Cis – presenteremo un piano per chiarire quali potrebbero essere le nuove forme di gestione dal 2018 al 2023, anno di chiusura del termovalorizzatore. Le tre possibili soluzioni riguarderanno una gestione diretta, l’indizione di una nuova gara oppure l’assegnazione al gestore unico».
Massimo Vitulano
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