Caos rientro, undici scuole senza presidi
A Pistoia tre dirigenti di Comprensivi in pensione, a Pescia due trasferiti. E 400 insegnanti non sanno dove andranno
MONTECATINI. Incertezza e caos nel quadro che si delinea ad un mese dal suono delle campanelle nelle aule della provincia di Pistoia. Sono 11 su 39, infatti, gli istituti della provincia senza dirigente scolastico o sotto reggenza. A questa situazione che, chiarisce Lucia Bagnoli (segretaria generale Flc Cgil Pistoia), «nasce dal meccanismo perverso di tagli nella pubblica amministrazione e nella scuola che va avanti da anni», si sommano gli effetti della riforma “La Buona Scuola”, che, secondo Cgil e Cisl, sta mostrando in questa fase numerose criticità.
Gli istituti della provincia, ad oggi senza dirigente scolastico e senza direttore dei servizi generali amministrativi, sono l’Iitas Anzillotti di Pescia e il De Franceschi-Pacinotti di Pistoia. Gli istituti comprensivi Cino da Pistoia, Roncalli-Galilei e Marconi-Frosini, tutti nel capoluogo, saranno senza dirigente scolastico per il 2016-2017 perché i titolari andranno in pensione dal 1 settembre prossimo.
Gli istituti Caponnetto di Monsummano e Ferrucci di Larciano non hanno attualmente un dirigente scolastico titolare, così come il Pasquini di Massa e Cozzile. A Pescia il Libero Andreotti e il Sismondi-Pacinotti, si troveranno senza dirigente scolastico dal 1 settembre, dopo che i titolari hanno ottenuto il trasferimento a Lucca. Il Centro per l’istruzione degli adulti con sede a Pistoia e Montecatini è sotto la reggenza del dirigente scolastico dell’Istituto A.Frank-Carradori di Pistoia. Il clima di incertezza avvolge anche il personale amministrativo e i docenti. Sono circa 400, infatti, secondo una stima del tutto provvisoria, gli insegnanti che non sanno quale sarà il proprio futuro sul territorio pistoiese. Effetti della riforma conosciuta come “La Buona Scuola”, che, secondo Cgil e Cisl, è "scappata di mano" in fase di attuazione. Palesi, per i sindacati, i malfunzionamenti del sistema informatico che disciplina i trasferimenti dei docenti. Errori o presunti tali che stanno aprendo la strada a conciliazioni e procedure d’urgenza davanti al giudice del lavoro.
La situazione potrebbe complicarsi ulteriormente dopo la pubblicazione, ieri, dei trasferimenti degli insegnanti delle scuole superiori. A poche ore dalla diffusione delle liste, fa sapere Lucia Bagnoli, sembra che si stiano ripetendo tutte le criticità già viste per i trasferimenti nelle scuole dell’infanzia, nelle elementari e nelle medie, con nominativi scomparsi dal sistema e docenti trasferiti con punteggi inferiori ad altri non trasferiti. «La scuola, che in uno stato di diritto deve funzionare, – sottolinea Bagnoli – non inizierà organizzata come invece avevano previsto con la riforma».
«Si tratta di una situazione in divenire – spiega Alessandra Biagini (segretaria generale Cisl Scuola, Pistoia, Lucca, Massa Carrara) – sia per i precari che per i docenti di ruolo, in attesa di un posto con la chiamata diretta. Il caos è il risultato della "Buona Scuola". Una riforma fatta con troppa fretta senza ascoltare i sindacati e chi da anni opera in questo settore». L’allarme in ambito regionale è stato lanciato proprio nei giorni scorsi. Sono circa 10.000 in Toscana, ha ricordato la Cgil, i docenti che non sanno dove lavoreranno, 2.000 i respinti al Concorsone, centinaia quelli che si dovranno spostare fuori regione e oltre 100 su un totale di 492 le scuole senza preside in tutta la regione. Per i sindacati si prospetta, dunque, anche nel territorio provinciale di Pistoia, una partenza ricca di incognite per l'anno scolastico, con molti studenti che vedranno avvicendarsi sulle cattedre gli insegnati già dopo poche settimane dall’inizio delle lezioni.
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