Il Tirreno

Pistoia

social valley, il programma

Un marchio d’area per il territorio e una moneta sociale

LIMESTRE. La Social Valley procede con passo deciso e rapido, dopo la costituzione il primo di giugno, l’immediata e successiva assemblea per la sottoscrizione dell’atto costitutivo, nei giorni...

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LIMESTRE. La Social Valley procede con passo deciso e rapido, dopo la costituzione il primo di giugno, l’immediata e successiva assemblea per la sottoscrizione dell’atto costitutivo, nei giorni scorsi il “Comitato per la Social Valley” ha presentato ai numerosi aderenti al comitato intervenuti, una bozza di programma di lavoro che costituirà la guida per il futuro.

Il programma, elaborato da tre gruppi di lavoro appositamente costituiti: agricoltura e ambiente, servizi socio-assistenziali e turismo, cultura e sport, sarà sottoposto all’attenzione e alla valutazione della Regione Toscana, trascorso il periodo feriale. Il cuore del programma è basato su un’analisi attenta delle possibilità della montagna ed è concretizzato su quattro chiari pilastri fondamentali, fra loro interconnessi: innovare nel settore dei servizi alla persone, dalla cura all’assistenza; sviluppare un’agricoltura sostenibile per un’alimentazione buona, sana, e giusta; collegare le aree protette in un’unica rete di conservazione e valorizzazione, per un turismo eco-sociale; migliorare le infrastrutture di trasporto di persone, merci e dati.

Un programma ambizioso, ma possibile e realizzabile che contiene anche indicazioni precise di lavoro come la costituzione di un marchio d’area fondamentale per la indispensabile riconoscibilità di un territorio, la realizzazione di un centro di formazione e di un vivaio per imprese eco-sociali e, questa è una assoluta novità per questa zona, la costituzione di un sistema di moneta sociale. Esperienza, quest’ultima, messa in atto e sperimentata con successo in altre zone d’Italia che ha lo scopo di creare un circuito commerciale entro un determinato territorio. Un tema più volte sottolineato da Roberto Orlandini, direttore Dynamo Camp e da Gianluca Salvadori, esperto in recuperi aziendali, è quello della “riconoscibilità” del territorio. Tema fondamentale nelle moderne società basate su intensi interscambi di comunicazione. Il programma elaborato è in perfetta linea con quanto previsto dallo statuto di Social Valley che si prefigge lo scopo di: promuovere l’ideazione e lo sviluppo di un progetto di valorizzazione della Montagna pistoiese denominato “Social Valley”, consistente nella creazione di un distretto dell’economia sociale dedicato allo sviluppo di soluzioni, servizi e tecnologie per il benessere della persona e della comunità».

Sauro Romagnani

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