Toscana
Depuratore, via ai lavori di ampliamento
L’impianto di via Toscana a Pistoia servirà 40mila abitanti in più. Entro il 2019 eliminati oltre trenta scarichi nell’ambiente
PISTOIA. Il via libera al potenziamento l’ha dato il parere positivo di Arpat e Provincia attraverso la Verifica di impatto ambientale. Un progetto da 30 milioni di euro, con la promessa di portare a depurazione entro il 2019 gli oltre 30 scarichi liberi presenti sul territorio.
Il 5 luglio sono stati consegnati i lavori per il potenziamento del depuratore centrale di via Toscana. Il termine per la consegna dell’opera è di 1.000 giorni. Un progetto imponente per uno degli impianti più discussi della città. Innumerevoli, nel corso degli anni, le proteste dei residenti della zona (da via Erbosa a via Castel dei Frosini alla Nuova Pratese) per i cattivi odori provenienti dal depuratore e dall’impianto di compostaggio del Dano.
La rassicurazione. Publiacqua rassicura sui cattivi odori: oltre al potenziamento, realizzato attraverso la costruzione di un’ulteriore linea acque, sono previste novità riguardo i pretrattamenti.
Quali? Sarà garantita, risponde la Spa, una riduzione dei fanghi di risulta, rendendo possibile un loro recupero e riutilizzo in agricoltura. Nel 1993 ci fu un’importante riduzione dell’azoto. Con il nuovo impianto si andrà ora ad abbattere il fosforo, come richiesto dalla Regione.
La storia. Il depuratore di via Toscana è stato realizzato all’inizio degli anni Ottanta, e fu ampliato nel 1993. Da allora risulta il secondo impianto per dimensioni tra quelli attualmente gestiti da Publiacqua dopo quello di Firenze.
Un progetto da 30 milioni di euro. “Un lavoro fondamentale - lo definisce la società in una nota - per far compiere alla città un passo in avanti sostanziale sulla strada della tutela dell’ambiente, e che va ad inserirsi all’interno di una cornice di lavori sulla depurazione che, dopo la realizzazione dell’Emissario meridionale di Pistoia, entro la fine del 2019 porterà a depurazione gli oltre 30 scarichi ancora liberi sul territorio, per un investimento di 30 milioni di euro. Tra gli interventi principali citiamo i collettori di Pontenuovo, Nespolo-Chiazzano-Le Querci, e i collettori e sollevamenti di via Petrocchi e via Cellini”.
È inoltre previsto l’adeguamento del depuratore di Bottegone (5,5 milioni di euro).
L’opera e gli obbiettivi. Saranno realizzate ulteriori vasche per la depurazione delle acque reflue (cioé domestiche - quelle derivanti da cucine e bagni - e da insediamenti produttivi allacciati). L’obbiettivo è di aumentare la capacità depurativa dell’impianto, rendendolo più efficiente per garantire il trattamento dei reflui. Quarantamila in più (dagli attuali 50mila a 90mila) gli abitanti serviti.
Benefici per i cittadini. Il beneficio per i pistoiesi sarà quello di eliminare la quasi totalità degli scarichi diretti dalle fognature in ambiente, con un vantaggio diretto sulla risorsa idrica superficiale, in particolare per i torrenti Brana e Brusigliano.
Il tipo di trattamento. Il primo trattamento delle acque reflue che arrivano al depuratore attraverso la rete fognaria è di natura meccanica, attraverso griglie, per rimuovere le parti “grossolane” (pezzi di plastica e altro). Dopo spazio alla sedimentazione primaria, con la parte più pesante contenuta nelle acque reflue che finisce nelle vasche e qui viene trattata separatamente. Infine si passa alla depurazione vera e propria, sfruttando la capacità di microrganismi che si nutrono dei residui del metabolismo umano, presenti in natura nei corsi d’acqua, e concentrati in vasche dedicate per operare in tempi rapidi processi che in natura avvengono in settimane. Una volta depurata da componenti nocivi l’acqua viene immessa nel vicino torrente Brana.
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