Sicurezza
Sequestrati pc e cellulare del giornalista Brogioni
PISTOIA. Venerdì scorso i carabinieri del Nucleo investigativo di Pistoia hanno sottoposto a perquisizione l’abitazione e il posto di lavoro di Stefano Brogioni, il cronista della Nazione di Firenze...
PISTOIA. Venerdì scorso i carabinieri del Nucleo investigativo di Pistoia hanno sottoposto a perquisizione l’abitazione e il posto di lavoro di Stefano Brogioni, il cronista della Nazione di Firenze autore dell’articolo, uscito il 4 agosto, in cui si parla di un’indagine della procura di Pistoia a carico dell’intera giunta Bertinelli in merito alle assunzioni di dirigenti comunali. A Brogioni, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio con ignoti e pubblicazione arbitraria di atti di procedimento penale i carabinieri hanno sequestrato materiale cartaceo, pc e cellulare.
Non ha tardato ad arrivare la solidarietà nei confronti del giornalista fiorentino. Per primo si è mosso il Comitato di redazione della Nazione, che nell’esprimere “totale solidarietà al collega, ricorda come computer e cellulare siano indispensabili strumenti di lavoro di ogni giornalista”.
Poco più tardi è stata la volta dell’Ordine dei giornalisti della Toscana e di Assostampa. “Con la piena convinzione - scrive l’Odg - che il collega Stefano Brogioni abbia svolto il suo lavoro nella maniera più professionale possibile, l’Ordine condanna con fermezza tutti gli atti volti a limitare l’esercizio della nostra professione. La mobilitazione del Consiglio dell’Ordine si è resa necessaria dopo la perquisizione subita per ore dal collega, ed è volta a ribadire la solidarietà, la vicinanza e tutela di tutti i colleghi che lavorano con l’esclusivo obbiettivo di informare in maniera indipendente e autonoma, forti del mandato deontologico a cui si ispirano quotidianamente”. Anche Assostampa, Gruppo cronisti e Consulta sindacale “si stringono in un solidale abbraccio al collega Brogioni, e richiamano l’attenzione del governo (dal premier Renzi al sottosegretario Lotti) affinché nel nostro Paese venga rispettato il segreto professionale dei giornalisti, e si faccia in modo che la libertà di stampa non sia un vuoto slogan da usare secondo convenienza”.
Solidarietà al collega Brogioni anche dalla direzione e dai colleghi del Tirreno.
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