Sicurezza
Boschi assediata da fan e contestatori
Santomato, la ministra per le Riforme chiude la festa regionale dell’Unità: con il referendum l’opportunità di cambiare il Paese
PISTOIA. Selfie, abbracci, commenti sull'avvenenza della ministra per le Riforme. Indubbiamente Maria Elena Boschi non è un politico che passa inosservato: ha appeal sulla gente. Il suo arrivo alla festa regionale del Pd a Santomato, domenica sera, all'appuntamento conclusivo della kermesse democratica, è stato degno di una stella del cinema, tanto che gli uomini della scorta e qualche volontario della festa si sono sentiti in dovere di formare un cordone di braccia intorno al ministro per impedire alla folla di avvicinarsi troppo.
I contestatori. Non tutto è filato liscio però. Maria Elena Boschi è stata duramente contestata da un gruppo di risparmiatori di Banca Etruria, arrivati a Santomato, come hanno spiegato loro, «da ogni parte della Toscana». Ce n'erano di Pistoia, della Valdinievole, di Arezzo, di Siena e di Empoli. Una ventina di persone che hanno provato ad avvicinarsi alla ministra ma sono state trattenute fuori dalla festa dalle forze dell'ordine. I risparmiatori, che fanno parte dell'Associazione vittime del salva banche, hanno contestato duramente la Boschi mentre veniva intervistata nello Spazio dibattiti dalla giornalista di Sky Maria Latella. «Sono venuti qui a fischiare – ha commentato la Boschi - perché non sanno dove andare. Noi difendiamo la Costituzione, che permette anche a loro di fischiare. Possono contestarci, ma non fermeranno il nostro dibattito».
Al voto. Boschi ha annunciato che si andrà al voto a novembre (il 20 o il 27). Proprio ieri dalla Corte di Cassazione è arrivato il via libera al referendum consultivo sulla riforma costituzionale. L'ufficio Centrale per il referendum, con ordinanza dell'8 agosto 2016, ha dichiarato infatti conforme all'art. 138 Cost. e alla Legge n. 352 del 1970 la richiesta di referendum depositata il 14 luglio 2016. «L’appuntamento referendario - commenta la Boschi - è decisivo per scegliere insieme che tipo di futuro vogliamo. Cambiare richiede molto più coraggio che lasciare le cose come stanno, ma se non cambiamo ora rischiamo che siano necessari altri 30 anni perché si muova qualcosa». Votando al referendum, prosegue, il popolo non si esprime sulla legge elettorale: »Anzi, se passa il sì l'Italicum sarà sottoposto al giudizio della Corte costituzionale. Dobbiamo partire dalla consapevolezza che questo Parlamento dopo nove anni ha approvato una nuova legge elettorale. Se il Parlamento deciderà di cambiare la legge che c'è oggi lo potrà fare, ma occorre trovare una maggioranza alternativa. È facile mettersi d'accordo sul no, ma è più complesso farlo sul sì, su una proposta».
Qualora vincesse il no, le ha chiesto Latella, e Renzi dovesse fare come Cameron, ci sarà in Italia un'altra Theresa May? «Noi ci siamo dati una regola: parliamo del futuro di questo Paese e non del Governo. Non ci chiediamo solo cosa accadrà domani e per questo abbiamo bisogno del vostro sostegno - ha aggiunto il ministro per le Riforme rivolgendosi alla platea - per fa vincere il sì».
Nomine Rai. Non poteva mancare una domanda sulle nomine Rai e sullo "spodestamento" di Bianca Berlinguer dalla guida di Rai Tre. Boschi ha mantenuto fermamente la posizione. «Le nomine dei direttori dei Tg non sono una prerogativa del governo, non è stata una nostra scelta. Era una scadenza attesa, non imprevista: fare il direttore non è una carica a vita. Ma non credo che il cambio comporti una modifica per la campagna referendaria. I nuovi direttori sono professionisti come chi li ha preceduti, tanto che Bianca Berlinguer continuerà ad avere un suo spazio. Più che i tg, mi auguro che da settembre ci siano spazi per confrontarsi nel merito». E poi, indicando il pubblico, ha aggiunto: «Confido molto anche nella campagna porta a porta. Il Pd su questo ha una grande esperienza, noi abbiamo bisogno di fare informazione così, abbiamo bisogno di voi».
Tiziana Gori
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