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Permessi sindacali Montalti condannato a risarcire l’Asl 3

Permessi sindacali Montalti condannato a risarcire l’Asl 3

PISTOIA. La sezione fiorentina della Corte dei Conti ha condannato Beppino Montalti, 69 anni, ex segretario della Fimmg - la Federazione nazionale dei medici di medicina generale - a pagare una...

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PISTOIA. La sezione fiorentina della Corte dei Conti ha condannato Beppino Montalti, 69 anni, ex segretario della Fimmg - la Federazione nazionale dei medici di medicina generale - a pagare una somma di 6.011 euro all'Asl 3 pistoiese a titolo di risarcimento. La Corte dei Conti ha riconosciuto il danno patrimoniale diretto arrecato da Montalti all'azienda sanitaria nell'anno 2012, mentre lo ha assolto per l'annualità del 2011, il cui danno era stato stimato dai carabinieri del Nas, che hanno condotto le indagini, in altri 5.940 euro. Una vicenda singolare, che vede coinvolto il noto e stimato medico pistoiese, non nel lavoro di medico, ma nel suo ruolo di sindacalista. Nel corso degli accertamenti istruttori è emerso che nel 2012 , Beppino Montalti, che è stato responsabile della Fimmg fino al luglio 2013, ha usufruito del permesso sindacale ed hanno riscontrato anomalie. Il 30 dicembre 2012 il medico ha comunicato di essere stato sostituito nel corso dell'anno - escluso il mese di agosto, dalla dottoressa Michela Fioriti per 30 ore mensili. Un totale, quindi, di 330 ore per tutto l'anno. Seguendo l'accordo collettivo di lavoro, l'Asl ha liquidato la sostituta di Montalti con una cifra lorda pari a 8.180 euro. Secondo quanto comunicato ai Nas dalla stessa Asl, Montalti era tenuto a svolgere per contratto non meno di 15 ore settimanali nell'ambulatorio medico di via Carducci 42, ore a cui si sommavano altre 17,30 ore settimanali corrispondenti agli orari di apertura dello studio, per un totale mensile di 70 ore. Essendoci un evidente disparità fra ore della sostituzione previste dal contratto e quelle dichiarate, i carabinieri hanno richiesto al Servizio farmaceutico dell'Asl le immagini informatiche delle ricette prescritte nell'anno 2012 sui ricettari dei due medici, Montalti e Valenti. In base alle ricette prescritte, gli inquirenti hanno stabilito che nel 2012 la dottoressa Fioriti abbia sostituito Montalti non per 330 ore come dichiarato, ma per poco più di 87 ore, con una differenza del 42%. Pertanto, l'Asl avrebbe dovuto sostenere una spesa di oltre 2.000 euro in meno. Altre prove sono state raccolte dai tabulati telefonici dei due medici, che rilevano un "irrisorio volume di prescrizioni mediche rilasciate". La Procura aveva ritenuto di applicare le stesse percentuali di riduzione delle ore di sostituzioni anche a quelle dichiarate nel 2011 ma, come detto all'inizio, la Corte dei Conti non ha ritenuto attendibile l'ulteriore richiesta di danno alla sanità pubblica per quell'anno, assolvendo Montalti. L'avvocato Alberto Niccolai, legale di Montalti, aveva presentato una ricca memoria difensiva, nella quale, tra le altre cose, si legge che «la ricostruzione fattuale offerta è palesemente in conflitto sia con i reali fatti così come realmente svoltisi, sia con il tenore ed il significato della disposizione contrattuale da cui originano i permessi». Argomentazioni che non hanno convinto il collegio giudicante della Corte dei Conti. (f.a.)

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