Il Tirreno

Pistoia

Provincia, a Roma a batter cassa

Valentina Vettori
Secondo da sinistra il presidente della Provincia Rinaldo Vanni (foto Gori)
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Secondo da sinistra il presidente della Provincia Rinaldo Vanni (foto Gori)

Il presidente Vanni, accompagnato da sette sindaci, chiederà al Governo i fondi per non chiudere

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PISTOIA. Una delegazione di sette sindaci del territorio provinciale di Pistoia sosterrà il presidente della Provincia Rinaldo Vanni nella “missione romana” di portare al Governo le istanze dell’ente di piazza San Leone. La decisone è stata presa ieri mattina durante la seduta dell’assemblea dei sindaci, convocata di urgenza da Vanni dopo l’impossibilità di approvare il bilancio preventivo 2016 entro il termine del 31 luglio scorso.

Otto i milioni di ammanco nelle casse dell’ente, con il rischio dissesto nuovamente alle porte. Nella seduta mattutina dell’assemblea dei sindaci – l’organo istituito dalla riforma Del Rio, composto dai 22 sindaci dei comuni pistoiesi, e che affianca il consiglio provinciale nel governo dell’ente – sono stati nominati sette amministratori locali che andranno a dar manforte al presidente Vanni per “battere cassa” a Roma. La missione è ottenere l’invio delle risorse necessarie alla Provincia per rimanere a galla e approvare il bilancio entro settembre. Condizione sine qua non per continuare a erogare i servizi fondamentali ancora in capo all’ente. Almeno fino a quando – in caso di vittoria del sì al referendum costituzionale – le province non saranno completamente abolite e le loro attuali funzioni ripartite fra Stato, Regione e Comuni. A fianco di Vanni, il sindaco del comune capoluogo Samuele Bertinelli, i sindaci di Chiesina Uzzanese, Marco Borgioli, Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, Massa e Cozzile, Marzia Niccoli, Serravalle Pistoiese, Patrizio Mungai, Marliana, Marco Traversari e Agliana, Giacomo Mangoni. Otto i milioni necessari alla Provincia di Pistoia per risanare i bilanci in profondo rosso. Un ammanco – sottolineano il presidente Vanni e i consiglieri provinciali – non dovuto al cattivo governo dell’ente, ma ai tagli determinati dalla riforma. Il tentativo sarà quello di riuscire a portare a Pistoia gran parte dei fondi previsti nell’emendamento all’ultimo decreto enti locali approvato dal Governo. A livello nazionale, cento i milioni destinati a coprire gli interventi di somma urgenza sulle strade provinciali e 48 quelli da ripartire tra le Province in maggiore difficoltà, tra cui Pistoia.

Poco chiaro ancora, però, quanti e in che tempi saranno garantiti all’ente di piazza San Leone. Una situazione sull’orlo del dissesto, quella della Provincia, ormai nota da tempo e che rende l’ente praticamente ingovernabile per assenza di fondi, a fronte di una serie di servizi obbligatori rimasti in capo all’ente. Dal taglio dell’erba sui quasi 500 chilometri di strade provinciali pistoiesi, alla manutenzione delle stesse dal punto di vista del manto stradale. Un’assenza di fondi che ha bloccato da diversi mesi qualsiasi tipo di intervento e che ha condotto Vanni a imporre limiti di velocità a 40 chilometri orari su molte strade della Valdinievole. Ma la questione che si fa sempre più pressante è il suono della campanella che a metà settembre risuonerà nelle aule delle scuole superiori della provincia. Istituti la cui gestione è ancora in mano alla Provincia che, a oggi, non ha nemmeno i soldi per provvedere a semplici lavori di manutenzione, come, per esempio, intonacare una parete.

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