Gioco
La sostituzione di Settesoldi ha provocato tante polemiche
PISTOIA. L’antefatto da cui potrebbero aver preso il via le indagini relative ai presunti comportamenti illeciti di sindaco, Giunta e alcuni dipendenti del comune di Pistoia sarebbe la nomina di...
PISTOIA. L’antefatto da cui potrebbero aver preso il via le indagini relative ai presunti comportamenti illeciti di sindaco, Giunta e alcuni dipendenti del comune di Pistoia sarebbe la nomina di nuovi dirigenti a Palazzo di Giano risalente al settembre 2015. Al centro delle polemiche il concorso pubblicato il 2 settembre dall’ente per nominare, con assunzione a tempo determinato e fino alla naturale scadenza del mandato amministrativo nel 2017, il nuovo dirigente al personale. Nomina resasi necessaria dopo il trasferimento per mobilità verso un altro ente della ex dirigente comunale Annamaria Settesoldi. Il bando in questione, la cui gestione è di competenza esclusivamente tecnica, già a suo tempo, sollevò diverse polemiche sui requisiti di partecipazione. Considerati particolarmente stringenti e che, di fatto, impedivano praticamente a tutti i dipendente del Comune (tranne uno, disse il sindacato) di prendervi parte. Considerazioni che la Cgil, come da prassi, alla metà di settembre 2015 inserì in una nota tecnica inviata a Palazzo di Giano, e per conoscenza a delegati sindacali e dipendenti dell’ente. La lettera fece scalpore tanto che il bando fu temporaneamente sospeso, e a deciderlo fu il presidente della commissione d’esame, il segretario generale Raffaele Pancari. Non senza ulteriori polemiche. In quegli stessi giorni, infatti, il gruppo consiliare di opposizione Pistoia Domani, guidato da Margherita Semplici, presentò un’interpellanza urgente per chiedere chiarimenti sulla natura del bando, invocandone l’annullamento. Nelle contestazioni del gruppo, «sospetti di parzialità e scarsa trasparenza». Il tanto contestato bando però non fu annullato, ma modificato e ripubblicato con successiva riapertura dei termini. Poi, probabilmente, la decisione di qualcuno di rivolgersi direttamente alla Procura di Pistoia per denunciare i fatti. Esposto raccolto dai carabinieri del Comando provinciale di Pistoia - come specificato dallo stesso procuratore di Pistoia, Paolo Canessa - «ai quali sono stati richiesti specifici approfondimenti tuttora in corso». La vicenda, vale la pena ricordarlo, prese piede in un periodo in cui Palazzo di Giano era già da diverso tempo scosso da calde vicende interne e malumori fra i dipendenti. Un clima difficile quello che si respirava nei corridoi del palazzo. E a ricordarlo, nella conferenza stampa di ieri l’altro, è stato lo stesso sindaco Samuele Bertinelli che spiega come fra i dipendenti del Comune ci fosse malumore, dovuto a decisioni dell’amministrazione che avrebbero rotto vecchi equilibri consolidati nella macchina amministrativa di piazza del Duomo. Nello stesso periodo, nell’occhio del ciclone, anche il braccio di ferro fra amministrazione da una parte e dipendenti e sigle sindacali dall’altra sul prolungato mancato accordo per il rinnovo del contratto decentrato del 2015. I nodi ruotavano soprattutto intorno agli aspetti di natura salariale, su cui l’ente non ammetteva passi indietro. La concertazione fu avviata nel luglio dello scorso anno, e nei mesi di trattative sfociò anche nello sciopero dei dipendenti del 18 dicembre 2015.
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