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Pistoia

Circolo chiuso per scarsa sicurezza

Circolo chiuso per scarsa sicurezza

Fornaci, sospesa per 7 giorni l’attività della Casa del popolo. Le proteste dell’Arci

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PISTOIA. L'ultimo episodio un mese fa: una lite tra parenti sfociata in un accoltellamento, per fortuna senza gravi conseguenze. Non l'unico episodio però: secondo le forze dell'ordine nella zona, frequentata da pregiudicati, sarebbero frequenti gli episodi di spaccio, e quelli evidenziati alla Casa del popolo delle Fornaci sono quattro. In base a quanto previsto dall'articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza) ieri mattina il questore Salvatore La Porta ha sospeso per sette giorni l'attività commerciale del circolo Arci, gestito dalla cooperativa “Fornaci 81”. Decisione stigmatizzata dal presidente provinciale dell’Arci, Federico Tasselli, che auspica in un ripensamento. «Il provvedimento - spiega - riporta due eventi di ordine pubblico accaduti durante l'attività di questa cooperativa e due del passato. Tutti eventi accaduti all'esterno del circolo per colpa di avventori estranei al locale, ovviamente con l'intervento del gestore in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. Che il quartiere sia difficile è noto, così come è chiaro alla città l'enorme sforzo che circolo e cooperativa stanno facendo da anni per riqualificare le Fornaci attraverso un luogo di aggregazione dove giovani, anziani e famiglie sono tornati ad animare iniziative culturali e ricreative (120 iniziative nell'ultimo anno). La chiusura pesa ancor più in un periodo, come quello agostano, in cui i luoghi di socializzazione sono quasi tutti chiusi e gli esercizi vanno in ferie. La Casa del Popolo non è solo un luogo dove trovare refrigerio, cenare in compagnia o far giocare i bambini, ma un ente sociale che ha scelto di rimanere aperto senza slot-machine, a dimostrazione che si può avere successo commerciale (per la cooperativa) o associativo (per il circolo) senza lucrare sulle disgrazie delle famiglie vittime di ludopatia. Inoltre, sei dipendenti della cooperativa saranno per giorni senza lavoro, la metà di questi è composta da soggetti svantaggiati che dal lavoro al Fornacione hanno trovato serenità e motivazioni». (t.g.)

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