Gioco
In cattedrale a Pistoia i funerali del vescovo Mansueto Bianchi
Le esequie si terranno venerdì 5 agosto alle 17, poi il religioso sarà seppellito nel suo paese natale in lucchesia, Santa Maria a Colle
PISTOIA. Le esequie di monsignor vescovo Mansueto Bianchi saranno celebrate nella cattedrale di San Zeno in piazza del Duomo a Pistoia venerdì 5 agosto, alle ore 17. La salma di Bianchi sarà, però, esposta in cattedrale già dalla mattina di venerdì 5 agosto. Dopo il funerale il feretro sarà poi portato a Lucca - come richiesto espressamente da Bianchi - per essere seppellito nel paese di origine del monsignor vescovo, Santa Maria a Colle.
Si è spento alle 15 di mercoledì 3 agosto monsignor Mansueto Bianchi, dal 2007 al 2014 vescovo di Pistoia e attuale assistente generale dell'Azione Cattolica. Monsignor Bianchi aveva 67 anni, e combatteva datempo contro un tumore allo stomaco. Era stato operato lo scorso mese, ma le sue condizioni sono andate peggiorando negli ultimi giorni, sino al decesso.
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Il funerale, per espressa volontà del monsignore, sarà celebrato nella città natale di Lucca. Da definire la data. Questo il ricordo del suo successore, Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia dal dicembre 2014: "Con profondo dolore e il cuore chiuso in un nodo di tristezza anche per l’amicizia personale che mi legava e lega ancora a lui, comunico alla Diocesi che alle ore 15 di oggi, 3 agosto, Mons. Mansueto Bianchi ha chiuso la sua vicenda terrena. Soffriamo enormemente per questa perdita ma ci conforta la stupenda testimonianza di fede, di speranza e di carità dolcissima che ci ha dato in questi lunghi e interminabili mesi di ospedale. E’ stato duramente provato, tra alti e bassi, piccole riprese e ricadute. Sempre sereno e con una grande pace nel cuore, affidato completamente a Gesù, pieno di amore per Lui e per le persone che sono passate attraverso la sua vita e che ha portato sempre con sé. Posso attestare di persona la sua fede rocciosa, la sua delicatezza d’animo, l’abbandono fiducioso nelle mani del Signore. La diocesi di Pistoia gli deve tanto e anche in questi mesi di dura prova, l’amore per i pistoiesi è stato sempre molto forte in lui. Ora, sono certo, gli si sono spalancate le porte del paradiso per contemplare viso a viso quel Dio da cui si è lasciato conquistare e consumare. La nostra Chiesa ha così un suo altro grande patrono nel cielo che si va a unire a quei santi vescovi che l’hanno arricchita con i doni del Signore. A Dio, da cui in verità speravamo la guarigione del nostro fratello e vescovo, sia resa comunque la lode più grande perché Lui sa il come e il perché e soprattutto per il dono prezioso che ci ha fatto facendocelo incontrare e conoscere. Tutto – infatti - concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno".
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