Il Tirreno

Pistoia

Il campo scuola è abbandonato

Il campo scuola è abbandonato

Erbacce altissime, recinzione a pezzi, ancora lì gli alberi abbattuti dalla tempesta di vento del 2015

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PISTOIA. Un campo scuola che non può più definirsi tale. Per chi si accinge a varcarne la soglia, o a chi capita di passarci accanto in macchina o a piedi, l'idea è quella di un posto abbandonato a se stesso. Dalla strada, l'erba alta che circonda il campo lo rende quasi invisibile. Grosse radici di alberi abbattuti dalla tempesta di vento del 5 marzo, ormai quasi un anno e mezzo fa, sono ancora lì in attesa di essere rimosse. La recinzione che circonda il luogo penzola da tutti i lati e sembra voler cadere da un momento all'altro. Un grosso buco alla rete, mai stato riparato, è stato coperto un po' alla meglio con un altro pezzo di rete intorno. Il muro, sopra il quale si estende la recinzione, appare pericolante verso l'esterno del campo, a discapito delle macchine che sono parcheggiate lungo la strada, proprio dinanzi all'entrata dello stadio. Insomma, non un bel biglietto da visita per gli amanti dell'atletica e per una città che si appresta ad essere Capitale italiana della cultura. La proprietà è del Comune di Pistoia, mentre la gestione è affidata alla Silvano Fedi tramite un bando che scadrà proprio quest'anno. L'appello arriva da Maratona Berti, la figlia dello storico atleta pistoiese Artidoro Berti, che per una quindicina di anni (più o meno dal '64 agli anni '80) è stato custode di quel campo scuola, curandolo e trasformandolo in un vero e proprio giardino. «Sono passata di lì per caso con la macchina e ho notato un'incuria totale del campo - dice Maratona - sono scesa e ho visto l'erba alta ovunque e il muro della recinzione che sembra venire giù da un momento all'altro. Ci sono rimasta piuttosto male. Certo, non dico che il campo scuola debba essere tenuto alla perfezione come quando mio babbo ne era il custode, ma un minimo di manutenzione ci dovrebbe essere. Almeno tagliare l'erba intorno alla pista». «Pistoia ha un lunga tradizione sportiva che, purtroppo, si è persa nel tempo - continua la donna - l'atletica, fondata da mio babbo, oggi, con un campo scuola in quelle condizioni, perde la sua attrattiva. Occorre una maggiore sensibilizzazione per uno sport così bello che può essere praticato da tutti, in qualsiasi momento dell'anno, e all'aria aperta». «È dal '69 che frequento il campo scuola come tecnico ed atleta, a volte anche in veste di insegnante - racconta Mario Maccioni - Premesso che questo è uno dei tanti problemi che riguardano in generale gli impianti sportivi della città, questo è un campo scuola da terzo mondo. Dopo la tempesta di vento del 5 marzo 2015 le cose poi sono peggiorate. C'è una custode addetta anche alle pulizie del campo, ma è di salute cagionevole e da sola non può fare tutto. Il taglio dell'erba invece è affidato ad una ditta esterna. So che lo scorso anno erano stati stanziati 200.000 euro dalla Fondazione Caript per alcuni lavori, come il rifacimento parziale della pista, tra l'altro non omologata, e della recinzione, lavori mai iniziati. Inoltre nessun controllo per chi accede al campo, spesso sparisce qualcosa negli spogliatoi o addirittura vengono rubate attrezzature all'interno della palestra. Gli affiliati alle società sportive possono entrare tranquillamente; i privati dovrebbero pagare un biglietto di circa 3 euro, ma spesso l'accesso non è controllato».

Alessandra Tuci

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