Finanza
C’è la bomba, città vuota
Persiane e serrande abbassate, una insolita Pistoia deserta e silenziosa
PISTOIA. Pantaloni gialli e camicia bianca. Il pensionato pedala senza fretta lungo la ciclabile di viale Arcadia. Ma anche a lui deve essere sembrato strano che in quella strada solitamente supertrafficata a qualsiasi ora, non c'è anima viva. A parte la sua.
L'ordigno bellico della Seconda guerra Mondiale, rinvenuto in via Pratese il 14 luglio scorso durante i lavori di scavo di Publiacqua, ieri mattina è stato disinnescato, caricato su un furgone dell'esercito e fatto brillare con successo nell'ex campo volo della Breda. Se fosse esploso durante la fase di despolettamento, una scheggia avrebbe potuto arrivare anche lì, in viale Arcadia e rivelarsi fatale. Ed ecco perché il pensionato, appena visto da una pattuglia della polizia municipale, è stato invitato ad uscire dalla zona rossa. Ovvero da un raggio di un chilometro e seicento metri da quel civico 83 di via Pratese, davanti alla cui porta, diciotto giorni fa, il macchinista dell'escavatrice, ha rischiato di saltare in aria se il braccio meccanico avesse agganciato pochi centimetri più avanti la spoletta della bomba.
Persiane delle case chiuse, serrande dei negozi abbassate, strade e vicoli deserti. E' una città spettrale quella che fa da insolita scenografia all'operazione della rimozione della bomba inglese da 250 libbre. Un ordigno che fa ancora paura a distanza di settantatrè anni.
Il piano preparato dall'Unità di crisi della Prefettura e che vede coinvolti tutti i corpi, gli enti ed associazioni che fanno capo alla Protezione civile hanno un cronoprogramma da far rispettare. Così, il termine ultimo per la popolazione per uscire dalla zona rossa è fissato per le 9,30 poi i cinquantatrè varchi vengono chiusi e non è consentito più a nessuno di entrare. Le vie della parte della città interessata dall'evacuazione vengono pattugliate da forze dell'ordine e volontari. Al pensionato in bicicletta di viale Arcadia si aggiungono quattro o cinque turisti che, inconsapevoli, si aggirano per il centro e vengono invitati ad allontanarsi. La città ha però saputo rispondere in massa e in maniera diligente alle disposizioni impartite dalla Prefettura. In tantissimi ne hanno approfittato per andare fuori Pistoia. La domenica ha agevolato anche questa scelta per un fuori porta forse forzato, forse anche bene accetto visto la giornata di caldo torrido. Ad essere interessate sono state 19.169 residenti.
Al tavolo del Centro di coordinamento e soccorso in via Traversa della Vergine c'è il prefetto Angelo Ciuni che fa da garante all'intera operazione ma la protagonista vera è la dottoressa Maria Teresa Carosella dirigente del Comune e responsabile per la Protezione civile che coordina tutti gli enti e le associazioni coinvolte in questa operazione. Il sindaco Samuele Bertinelli è omnipresente e l'ora per l'ok al despolettamento arriva alle 11,32. Poteva essere dato tre minuti prima quando ormai anche l'ultimo treno era transitato e i passeggeri scesi a Pistoia presi e accompagnati fuori dalla zona a rischio, così come tutte le pattuglie che stavano presidiando le vie del centro erano state invitate a loro volta a lasciare la zona rossa. Ma proprio in quel momento una pattuglia della squadra mobile ha comunicato di aver visto un ciclista oltrepassare la red line e quindi sono andati precipitosamente a riprenderlo. Poi è cominciata la fase più delicata e pericolosa per il maresciallo capo Antonio Pinto e il sergente maggiore Gianfranco Barraco: i due militari della Brigata Genio che hanno materialmente eseguito il disinnesco dell'ordigno.
Due allarmi scattano poco dopo in due parti della città che avrebbero dovuto esser vuote. Il primo allarme viene segnalato in zona Sant'Agostino in un'azienda, il secondo in un'abitazione privata in centro a pochi passi dalla sede principale della Misericordia. Un vigilantes, per il primo caso, chiede di poter intervenire, così come la proprietaria nel secondo, chiede aiuto al 112. Ma non c'è nulla da fare: è la fase più critica e nessuno può entrare nella zona rossa di 8 chilometri quadrati. Il fenomeno del possibile sciacallaggio era stato preso in considerazione e le pattuglie hanno perlustrato tutte le vie finchè è stato possibile. Poi quei settantasette minuti, fino alle 12 e 49, in cui la città evacuata è rimasta sola, silenziosa e potenzialmente vulnerabile. Oggi verrà fatto un primo bilancio per capire se gli sciacalli hanon avuto vita facile. I due allarmi segnalati al 112, si sono rivelati comunque falsi .
Alle 12,49 vengono riaperti i varchi ma la città ha ormai deciso diversamente e la strana sensazione di città fantasma si protrae per l’intero pomeriggio, complice anche la calura estiva. Per i pochi turisti che arrivano in centro Pistoia sarà risultata particolarmente bella da godere visivamente, un po’ meno da gustare visto che tutti i locali hanno rimandato l’apertura al tardo pomeriggio e qualcuno è andato direttamente a sera per l’apericena.
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