Sicurezza
Calvario di errori e dimenticanze per i lavori al ponte dell’Arca
Il progetto del consolidamento è ancora da completare, l’opera non è conforme alla normativa e nessuno in Comune aveva richiesto il nulla osta al Genio civile. Le carte sono finite alla Procura
PISTOIA. Il progetto esecutivo all’ufficio tecnico del Comune lo fecero, ma nessuno lo ha mai fatto approvare. E, quel che è peggio, nessuno l’ha mai inviato al Genio civile. E trattandosi del progetto di consolidamento di un ponte trafficatissimo, come quello di via Cesare Battisti (ma tutti i pistoiesi lo conoscono come il “ponte dell’Arca”) non si tratta certo di una magagna da poco, oltre a costituire in sé una violazione di rilevanza penale, che difatti è arrivata anche sul tavolo della Procura dellarepubblica. Senza contare che i lavori in questione, avviati nel giugno 2007, si sono conclusi quattro mesi dopo, senza che alcune opere fossero state eseguite come si deve.
Insomma, la storia decennale dei lavori di consolidamento al ponte dell’Arca è una vicenda che ha dell’incredibile. E se non se ne è mai parlato è soprattutto perché il ponte stesso è sempre rimasto tranquillamente aperto, visto che di concreti pericoli per le migliaia di automobilisti che ci passano ogni giorno non ce ne sono proprio. La vicenda è tornata sotto i riflettori perché la giunta Bertinelli ha dovuto approvare nei giorni scorsi il progetto di fattibilità e poi quello definitivo per completare l’intervento del 2007, terminato solo in parte.
La storia inizia, come detto, nel 2006, quando la giunta comunale (sindaco Renzo Berti, assessore ai lavori pubblici Alfio Fedi) approvò il progetto preliminare da 200.000 euro per il consolidamento del ponte di via Battisti, firmato da Marcello Evangelisti e Stefano Meoni. Nel febbraio 2007 i lavori furono aggiudicati alla impresa Gemmalpe di Sestola, che aprì il cantiere a giugno e si fermò a ottobre. Da allora tutto fermo, fino all’arrivo della nuova giunta Bertinelli, che nomina un nuovo responsabile lavori pubblici (Bragagnolo al posto di Evangelisti, nel frattempo finito agli arresti per l’inchiesta Untouchables). Nuovo responsabile dell’intervento è nominato l’ingegner Fabrizio Lunardi: dalla sua relazione emerge che “parte delle opere non sono state eseguite a regola d’arte”. Intanto la richiesta di accertamento di conformità in sanatoria al Genio civile (novembre 2014) ottiene risultato negativo perché “l’’opera non è conforme alla normativa tecnica vigente all’epoca dei lavori”.
Una parte dei problemi – emerge nel frattempo – è nata dal fatto che le Fs non davano alla Gemmalpe tempo sufficente a fare i lavori necessari sulla campata principale del ponte, quella che passa sopra la ferrovia, lavori che vanno fatti senza che treni transitino al di sotto. L’azienda fece presente la questione, ma l’ufficio tecnico dell’epoca, a quanto risulta dai documenti, non si mosse per risolvere il problema. Ecco perché i lavori che ora saranno necessari per completare il consolidamento se li dovrà pagare (70.000 euro) direttamente il Comune.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
