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Pistoia

Unica strada: aumentare la differenziata

Unica strada: aumentare la differenziata

Ricognizione di Legambiente sugli impianti dei rifiuti. «Quelli che non funzionano vanno chiusi»

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PISTOIA. «Le discariche devono essere chiuse, almeno che non funzionino correttamente». È l'appello congiunto di Legambiente Pistoia, Valdinievole, Montagna Pistoiese, Quarrata, Agliana e Montale. I presidenti di ogni sezione territoriale mettono in luce le problematiche delle proprie zone e chiedono all'unisono la corretta gestione dei rifiuti e l'incremento della raccolta differenziata.

«Stiamo facendo il punto della situazione sugli impianti in gestione nella provincia di Pistoia, tra cui Tana Termini, discarica del Cassero, discarica del Fossetto e inceneritore di Montale - spiega Antonio Sessa, Legambiente Pistoia- Troppe cose sono accadute in questo periodo. Positiva è stata per noi la chiusura dell'attività di compostaggio di Tana Termini . Ribadisco: non vogliamo denigrare gli impianti di compostaggio se questi sono fatti bene. Ma tenere aperte strutture obsolete, vecchie e che provocano danni all'agricoltura è inconcepibile».

E Sessa torna anche sull'incendio alla discarica del Cassero, parlando di «situazione sottovalutata. Si fa l'indagine nell’arco di un chilometro e non nell'area della Valdinievole? PistoiAmbiente ha parlato di probabile incendio doloso. Che si indaghi per sapere la verità. Se così fosse, l'azienda è comunque responsabile per mancanza di controlli».

«Idem per l'inceneritore di Montale che non è più sostenibile nemmeno a livello economico-finanziario» gli fa eco Simone Bartolini, Agliana.

Andrea Pacini, Legambiente Valdinievole, parla della discarica del Fossetto, «in deroga ormai da diversi anni, costruita su una falda acquifera e vicino al Padule di Fucecchio. Siamo in un quadro toscano in cui la raccolta differenziata è ancora sotto al 50%. Occorre incentivare la ricerca, l'innovazione e lavorare sui rifiuti come risorsa, come avviene in tanti paesi europei».

Dovremmo prendere a modello l'Emilia Romagna con il nuovo sistema di premialità-penalità del ciclo dei rifiuti - continua Pacini - tra gli obiettivi da loro perseguiti entro il 2020 figurano l'aumento della raccolta differenziata al 75%, il riciclo al 70%, la riduzione della produzione dei rifiuti pro-capite del 25%, il contenimento delle discariche e l'autosufficienza regionale. «Troppi i conferimenti abusivi di rifiuti anche pericolosi nel nostro comune - spiega Daniele Manetti, Quarrata. «Già da tempo Arpat aveva espresso parere contrario alla costruzione dell'impianto di Tana Termini - dice Marco Nesti, Montagna Pistoiese, titolare del ristorante Da Alino- il mio locale è proprio accanto all'impianto , mentre mi è stato vietato di montare pannelli solari sul tetto del ristorante a causa del vincolo paesaggistico. Il puzzo terribile si sente a 8 chilometri di distanza».

Alessandra Tuci

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